Aperte le audizioni per lo spettacolo “PREDATORI”
16 – 17 MARZO 2026
da un soggetto di Celeste Costantino
liberamente ispirato all’omonimo saggio dell’autrice (Ed. Fandango)
Scrittura scenica
Celeste Costantino, Emanuela Giordano, Giulia Minoli (o.a.)
Regia
Emanuela Giordano
Il 16 e 17 marzo 2026, al Teatro al Parco di Parma, si terranno le audizioni per i ruoli di Gianna, Sara, Pietro e Domenico, co-protagonisti di Predatori.
Si cercano
Due interpreti femminili che possano dimostrare, senza forzature, 14/15 anni
Due interpreti maschili che abbiano o dimostrino tra i 20 e i 25 anni
Modalità di candidatura
Entro il 10 marzo 2026 all’indirizzo:
alessandro.gallo@solaresdellearti.it
Inviare:
- Breve presentazione
- CV con data e luogo di nascita
- Due fotografie (primo piano e figura intera), anche non professionali, senza effetti digitali, trucco o acconciature elaborate.
Orari
Lunedì 16 marzo: 15.00 – 20.00
Martedì 17 marzo: 10.00 – 13.00 / 14.00 – 20.00
Il progetto
Predatori prende il titolo dal saggio di Celeste Costantino e si ispira alle storie che l’autrice ha analizzato attraverso cronache giudiziarie e atti processuali relativi a stupri di gruppo ai danni di ragazze minorenni, in contesti in cui il potere della ’ndrangheta determina sudditanza, omertà e paura.
La scrittura scenica – firmata da Costantino con Emanuela Giordano e Giulia Minoli – attraversa questa “ferita” collettiva senza indulgere nella cronaca, ma costruendo un percorso che conduce a una presa di coscienza progressiva, non solo della vittima ma dell’intero nucleo familiare.
Al centro c’è Gianna, quattordici anni, irrequieta e desiderosa di crescere in fretta. Vive con i genitori, Luciana e Antonio, in un paese della Calabria dove il tempo sembra fermo e il controllo sociale si esercita nello spazio ristretto tra la strada dello struscio e la piazza principale.
Luciana è una donna segnata dalla precarietà economica e da un senso costante di inadeguatezza; Antonio, muratore, lavora senza sosta in un sistema in cui “comanda brutta gente” e l’edilizia è nelle mani della criminalità. Entrambi amano la figlia, ma non hanno strumenti né energie per accompagnarla in un passaggio così delicato.
L’incontro con Pietro, rampollo di una famiglia ’ndranghetista, appare a Gianna come un riscatto: un ragazzo affascinante, sicuro di sé, che la sceglie e la fa sentire importante. Il corteggiamento, però, è una messinscena costruita per il suo gruppo di amici. Dal primo incontro, la trappola: violenza, manipolazione, minacce. Al secondo appuntamento, l’umiliazione collettiva.
Gianna si chiude, si colpevolizza, perde voce. A scuola resta muta, a casa consuma in silenzio un dolore che nessuno sa nominare. Solo Sara, l’amica del cuore, meno esuberante ma più radicata, avrà il coraggio di parlare con i genitori e incrinare il muro dell’incredulità.
La denuncia ai carabinieri, le intercettazioni che confermano la versione della ragazza – un “luna park dell’orrore” allestito come passatempo erotico – e infine la scelta di lasciare il paese per una località protetta. Un gesto che non è solo fuga, ma atto politico e familiare insieme.
Accanto a Pietro c’è Domenico, complice per vigliaccheria, cane da guardia e sodale obbligato, incapace di un gesto autonomo.
Lo spettacolo debutterà a Parma, al Teatro al Parco nel novembre 2026.
Per informazioni:
alessandro.gallo@solaresdellearti.it