“L’uomo del bluff – L’incredibile storia di Mario Moselli e l’armata fantasma di Saddam Hussein” vince il Premio GEDI Visual al MIA 2026
Il documentario diretto da Gigi Roccati, prodotto da Verdiana con la produzione esecutiva di Solares Fondazione delle Arti, è stato premiato il 22 ottobre a Roma nell’ambito di “Italians Doc It Better”.
Un importante riconoscimento per L’uomo del bluff – L’incredibile storia di Mario Moselli e l’armata fantasma di Saddam Hussein, il documentario diretto da Gigi Roccati che ha vinto il Premio GEDI Visual nell’ambito del MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo 2026. Il progetto, presentato con il titolo internazionale The Decoy Artist, è stato premiato il 22 ottobre a Roma durante “Italians Doc It Better”, il programma dedicato alla promozione del documentario italiano.
Il film è prodotto da Verdiana, con la produzione esecutiva di Solares Fondazione delle Arti, in associazione con Ardita Film.
Tratto da una storia vera, L’uomo del bluff è ambientato tra Torino e Baghdad negli anni Ottanta e Novanta e racconta la vicenda di Mario Moselli, creativo imprenditore e progettista italiano. Tutto ha inizio con un set di valigie e un’intuizione imprenditoriale che conduce Moselli a realizzare riproduzioni tridimensionali di mezzi militari per l’esercito iracheno di Saddam Hussein.
Nel 1991, durante la Guerra del Golfo, questi modelli, realizzati per apparire indistinguibili dai mezzi autentici, vengono scambiati per obiettivi militari reali e bombardati dalle forze statunitensi. Una vicenda sorprendente che porta Moselli sotto i riflettori della stampa internazionale e trasforma una fornitura industriale in un caso mediatico di portata mondiale.
Attraverso questa storia, il documentario esplora il confine tra realtà e finzione e ricostruisce un episodio poco conosciuto della storia contemporanea, in cui ingegno, ambizione personale e contesto geopolitico si intrecciano in modo imprevedibile.
La vittoria del Premio GEDI Visual rappresenta un riconoscimento per il progetto e per il lavoro delle realtà produttive coinvolte, oltre a un’importante occasione di visibilità per il documentario nel panorama audiovisivo italiano e internazionale.

