Teatro delle Briciole
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Dal 31 Gennaio al 6 Febbraio  - 21:15 h.
CINEMA EDISON D'ESSAI
QUALCOSA NELL`ARIA
Prima visione. Storia del giovane Gilles e del suo `68. Illusioni perdute, tradimento e coerenza con la giovinezza nel nuovo film di Olivier Assayas, premio per la miglior sceneggiatura e film più votato dalla critica alla Mostra del Cinema di Venezia
Altre Lingue:     
31 gennaio, 1, 2, 6 febbraio ore 21.15
3 febbraio, ore 18 e ore 21.15
(4 febbraio chiuso per riposo, 5 febbraio altra programmazione)

QUALCOSA NELL`ARIA

Regia: Olivier Assayas
Con: Clement Metayer - Lola Creton - Felix Armand - Carole Combes - India Menuez - Hugo Conzelmann - Mathias Renou - Léa Rougeron - Martin Loizillon - Nick Donald - Félix de Givry - Laurent Ramacciotti Anno: 2012

Parigi, inizio anni `70. Gilles è un giovane liceale appassionato di politica. Come i suoi compagni, esita tra un impegno radicale e delle aspirazioni più personali. Passando da relazioni amorose a rivelazioni artistiche, in un viaggio che attraverserà l`Italia e finirà a Londra, Gilles e i suoi amici dovranno fare scelte decisive in un periodo tumultuoso.
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Roberto Escobar, L`Espresso
«Tra noi e il cielo o tra noi e l’inferno c’è di mezzo solo la vita, che è la cosa più fragile del mondo». Scritta e diretta da Olivier Assayas, la storia di Gilles (Clément Métayer), di Christine (Carole Combes), di Alain (Felix Armand) e degli altri ventenni di quarant’anni fa si apre con questo pensiero famoso di Blaise Pascal. Ed è lo stesso autore francese a suggerire che lo si possa intendere come una definizione della gioventù, intensa e precaria come una fiamma. Alla memoria dell’ingenua precarietà di questa fiamma è dedicato "Qualcosa nell’aria" (“Après Mai”, Francia, 2012, 122”). Siamo nella Parigi del 1971, tre anni dopo il Maggio. Un gruppo di liceali partecipa a una manifestazione che la polizia disperde con la violenza. Da qui in avanti, le loro vite iniziano a seguire itinerari in gran parte divergenti. In particolare Gilles, alter ego di Assayas, nel proprio futuro vede il cinema. Figlio di uno sceneggiatore della tivù pubblica, sulle prime è tentato invece di mettersi al servizio di quella che allora s’immaginava fosse la rivoluzione fatta con le immagini. Partito per I’Italia insieme con i compagni più stretti, si impegna in lunghe e defatiganti discussioni con un gruppo di cineasti militanti sulla possibile o impossibile corrispondenza del linguaggio cinematografico “borghese” alle esigenze delle masse appunto rivoluzionarie. Così accadeva in quel tempo lontano, preso fra slanci generosi del cuore e della mente e una sorta di teologia politica (e cinematografica) che si reggeva su una serie ripetitiva di asserzioni troppo spesso sterili. Il merito di Assayas è di raccontarlo, quel tempo, senza assolutizzarne né la generosità né la sterilità. I suoi personaggi non sono tratteggiati in bianco e nero, per così dire, ma con attenzione ai grigi e alle sfumature. Qualcuno si perde inseguendo illusioni scambiate per realtà, e destinate a capovolgersi in incubi. Qualcun altro si appresta a fare il contrario con un “realismo” che, fra quarant`anni, nulla più saprà di sogni. Ma c’è anche chi, come Gilles, è capace di non tradire l’ingenuità della propria gioventù, e di non sottrarsi alla triste necessità di invecchiare.