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14 Dicembre - 20:45 h.
CINEMA EDISON D'ESSAI
SIC FIAT ITALIA (COSI` SIA ITALIA)
Il viaggio ventennale di Daniele Segre nel mondo del lavoro in Italia. Il regista incontra il pubblico.
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SIC FIAT ITALIA (COSI` SIA ITALIA)
Regista: Daniele Segre
Produttore: Daniele Segre
Produzione: I Cammelli S.a.s.
Distribuzione: I Cammelli S.a.s.
Soggetto: Daniele Segre, Maria Teresa Soldani
Montaggio: Daniele Segre - Postproduzione, assistente di montaggio: Maria Teresa Soldani
Operatore: Emaniele Segre
Suono: Emanuele Segre
Sinossi

Dopo "Morire di lavoro" (2008) Daniele Segre torna a occuparsi delle lavoratrici e dei lavoratori in un momento cruciale per il mondo della fabbrica italiano: il 13 e 14 gennaio 2011 si svolge nello stabilimento industriale di Fiat Mirafiori il referendum imposto da Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat, per far scegliere ai lavoratori se accettare nuove condizioni lavorative e continuare a lavorare, o non accettarle e chiudere. È una svolta epocale: scavalcati i tavoli d`intesa coi sindacati, attraverso lo strumento democratico del referendum si chiede direttamente agli stessi lavoratori di decidere di perdere o non perdere il proprio posto di lavoro, sacrificando nell`ultimo caso diritti conquistati nel tempo e dati ormai per scontati. Partendo dalle vicende attuali di Mirafiori, Segre compie un nuovo viaggio nella storia del lavoro e nella memoria stessa della sua opera di regista, incontrando le lavoratrici e i lavoratori fuori dai cancelli, Maurizio Landini (Segretario Nazionale della FIOM-CGIL), Giorgio Airaudo (Responsabile Nazionale Settore Auto FIOM-CGIL) e ripercorrendo sequenze di vent`anni di suoi film dedicati al lavoro. Insieme ai lavoratori di Mirafiori a Torino (2011), da "Partitura per volti e voci. Viaggio tra i delegati CGIL" (1991) in avanti troviamo i minatori della Carbosulcis di Carbonia arroccati nelle profondità delle loro miniere (1994), gli operai delle acciaierie Falk di Sesto San Giovanni nel deserto di una fabbrica in chiusura (1996) e della Nuova Scaini di Villacidro sulle cime di giganti bombole di gas propano (2000), i famigliari e i lavoratori del settore delle costruzioni che quotidianamente pagano un alto prezzo in vite umane per colpa dei gravissimi incidenti sul lavoro (2008). Tutti uniti nel disperato tentativo di difendere il posto di lavoro e la sua sicurezza. "SIC FIAT ITALIA (così sia Italia)" - titolo amaro e ironico - diventa un momento in cui il regista, attraverso un ventennio di racconti di lavoratrici e lavoratori, costruisce un rigoroso percorso di "saggistica sociale e umana" che arriva all`oggi. La progressiva erosione dei diritti acquisiti, il mutamento della scena economica con i nuovi scenari imposti dalla globalizzazione, il rattrappirsi della dimensione di riscatto e di dignità di un lavoro inteso nel suo senso più pieno, le divisioni interne, l`inadeguatezza di molte rappresentanze politiche e sindacali, la solitudine, la paura, la tristezza, la rabbia, il silenzio impotente accanto a una tenace resistenza. In questo percorso di volti e voci Segre propone allo spettatore una riflessione su un`importante storia "d`Italia" giunta ad un drammatico capolinea - proprio nell`anno della celebrazione dei 150 anni dell`Unità - e insieme traccia il bilancio di uno sguardo, quello del suo cinema, su una realtà nazionale sommersa, ignorata e sofferta.
Note di regia

"Il referendum alla Fiat Mirafiori voluto da Sergio Marchionne nel gennaio 2011 mi ha fatto nuovamente prendere la decisione di raccontare con un film il mondo operaio. SIC FIAT ITALIA è l`ultimo atto di una storia drammatica e triste che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori italiani, non solo metalmeccanici, che sono stati costretti in questi anni ad accettare condizioni di lavoro - quando ancora il lavoro c`è - e di salario insopportabili. Il film attraversa e racconta vent`anni di storia del mondo operaio con sequenze di altri miei film che ho realizzato a partire dal 1991 e che hanno come protagonisti lavoratrici e lavoratori italiani. Provo una sensazione di smarrimento di fronte alla solitudine e alla drammatica condizione che ho raccontato e mi auguro possa rappresentare un contributo di riflessione sul mondo del lavoro e sullo stato dell`Italia nell`era berlusconiana." Daniele Segre - novembre 2011