Teatro delle Briciole
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LES PRODUCTIONS DU TEATRO DELLE BRICIOLE
Une présentation des productions réalisées dans la saison 2021/2022 et disponibles pour la dif...
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RASSEGNE E FESTIVAL
Dal 15 Giugno al 2 Agosto
ARENA TEATRO AL PARCO 2022
La rassegna estiva realizzata al Parco Ducale di Parma dal Teatro delle Briciole Solares Fondaz...
Tutte le rassegne e festival (1)
9 Aprile - 21:00 h.
ONT+/2
Il secondo capitolo del progetto `Osservazione nuovi talenti`, che porta in scena le migliori nuove realtà del teatro di ricerca italiano. Introduce la serata un concerto degli Eua, gruppo folk-punk-swing, in collaborazione con BoulevArt
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Ore 19

EUA in concerto (ingresso gratuito)

*****

Dalle ore 21

Odemà
A tua immagine
progetto drammaturgico Davide Gorla
diretto e interpretato da Enrico Ballardini
Giulia D`Imperio
Davide Gorla
musiche originali Enrico Ballardini
luci Monica Gorla
Francesco Collinelli

Segnalazione speciale Premio Scenario 2009
Motivazione della Giuria
Un inedito e scatenato terzetto di personaggi e di attori invade la scena all`interno di una drammaturgia visionaria, in cui gli uomini interrogano la propria storia, il retaggio delle culture irrigidite, le mistificazioni operate sul nome e in nome di Dio, e dove invece, chi umano non è, mostra improvvise debolezze, cedimenti e calcoli di parte. Una messa in scena leggera e profonda, dove una ricerca d`attore, che evoca i linguaggi del cabaret e del pastiche comico, incontra un livello di pensiero complesso e inusuale raccogliendo e rilanciando suggestioni da Goethe, Saramago e Pessoa per approdare a un`ipotesi inedita.

Circondati dalle nebbie di un non luogo, ci troviamo dinanzi a dei personaggi altolocatissimi. Il primo di essi è venuto per chieder conto al padre di quali siano i doveri e i privilegi che comporta questo essere figlio suo. Il secondo, il padre, sembra tergiversare dinanzi a queste richieste. Infine il terzo è venuto perché anch`egli può trarre degli interessi da questa unione. Ed è proprio il terzo personaggio, questo diavolo, un po` triste e un po` ironico, a introdurci in un quadro famigliare terribile: quello di Lui, di Dio e di suo figlio Gesù. Parla di un Dio pessimo, ambizioso e insensibile più di chiunque altro alla pena e al dolore. Unico suo scopo, dominare sulle genti. Ben vengano, se utili, il sacrificio dell`unico figlio e altre nefandezze, tali da far sperare al diavolo stesso che non venga attribuita a lui la colpa di tutto questo.
Un progetto che si porta dietro la più orrenda, interminabile scia di morte, soprusi e nefandezze che la storia ricordi e che è ancora miracolosamente in vita oggi. Progetto fin troppo umano e materiale per essere volontà divina, che da un lato sottrae al testo e ai personaggi un peso altrimenti insostenibile e dall`altro mette in risalto la mollezza di una società facile da plasmare e controllare. Il fortissimo disagio del personaggio (come un`ape in un luogo senza fiori) è anche il nostro nei confronti di una cultura che da millenni ci opprime, facendo leva su un assurdo ricatto morale. Illusione nel nome della quale si tengono nell`ignoranza popoli interi. Disagio che ci porta a lanciare questa provocazione, per niente velata, dati gli argomenti in questione; anche se l`intento, più che sollevare polemiche dovute alle parole grosse, è un invito a una riflessione intima.
Il progetto nasce dall`incontro umano e artistico tra Davide Gorla, Enrico Ballardini e Giulia D`Imperio, con l`intento di far convergere le esperienze di ognuno in un percorso creativo comune. Tra le occasioni di incontro, lo spettacolo Quando usciremo, in scena a Milano allo spazio Zazie nel 2006, diretto e interpretato da Davide Gorla ed Enrico Ballardini. A Tua Immagine è il primo progetto che vede noi tre uniti alla lavorazione di uno spettacolo a livello di scrittura, regia e interpretazione.

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Codice Ivan
Pink, Me & The Roses
drammaturgia originale collettiva
di e con Anna Destefanis
Leonardo Mazzi
Benno Steinegger

Lo scorpione, portato sulla schiena della rana per attraversare il fiume, punge la rana. La rana morendo chiede allo scorpione: "Perché mi hai punto, visto che in questo modo moriremo entrambi?". Lo scorpione risponde: "Perché è nella mia natura".
Esopo

Pink, Me & The Roses è un decadimento. Un "concerto" in cui il vecchio rocker suona musica che parla di musica. La morte-suicidio dello pseudo-attore e della pseudo-scena. Tutto sembra tendere al basso, distruggersi e ricomporsi in un gioco senza storia. Ci chiediamo dov`è il dentro e dov`è il fuori, dov`è il limite tra il corpo del performer e quello del personaggio, tra lo spettacolo come evento linguistico e la sua distruzione, dove sono i limiti tra le cose, tra rana e scorpione, tra vittoria e sconfitta, tra bene e male.
Pink, Me & The Roses è - un palloncino - una parrucca - una poltrona - un golf - del linoleum - un coltello in una bocca - del pvc - un trespallet - due tacchi - e anche... un occhio di bue su due ruote.
Ma Pink, Me & The Roses è anche e soprattutto un palloncino che esplode, il tutto che procede, comunque, a strattoni e per continui inceppi, in un dispositivo in cui l`errore è inevitabile e accettato come tale. Siamo rimasti imprigionati, non nostro malgrado ma volontariamente, dentro il teatro stesso. Pink, Me & The Roses non solo rivela ciò che succede dietro le quinte, ma anche come si è arrivati alla messa in scena: il processo. Il making off irrompe in una scena essenziale: pochi oggetti, pochi colori, poco spazio e ben marcato. Ancora una volta si tenta di costruire l`ennesima finzione, ma siamo oltre la narrazione e l`inganno non regge più. Improvvisamente la scatola nera diventa bianca: la vita irrompe, si presenta, è lì, imbarazzante, ti guarda e come è arrivata si allontana, torna dietro la maschera.
Durante il processo siamo saltati da un piano a un altro di analisi, cercando di capire chi fosse la rana e chi fosse lo scorpione. Abbiamo individuato nel teatro lo strumento di auto-determinazione per eccellenza, il passaggio concesso per attraversare il fiume (la rana); e nell`attore il conflitto perenne tra la propria natura e la necessità di divenire altro - il desiderio di attraversare il fiume (lo scorpione). 


 


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