Teatro delle Briciole
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UN UNICO DANZARE
Un percorso per imparare a stare vicini. Progetto tra teatro, danza e arte per bambini dai 3 an...
24 Ottobre - 21:00 h.
NOTTE SHAKESPEARE IN 3 MOSSE
Tre spettacoli no-stop ispirati a Shakespeare, nell`ambito del Festival Verdi
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Shakespeare venerato, amato, derubato, rimescolato, reinventato, rimontato con la musica di Verdi e gettato nella melma del potere di ieri e di oggi (Fango), rifatto con le teste di legno dei burattini e impastato con la commedia dell`arte (Macbeth all`improvviso), reso lancinante da tre guitti menomati, un cieco, un sordo e una muta (Un bacio...un bacio ancora...un altro bacio) Tre mosse d`amore infedele, tre gesti di sintonia, distanza e scavo nel mondo di un uomo che sembra aver detto tutto il dicibile.

Dalle ore 21

Teatro delle Briciole
Fango
drammaturgia Bruno Stori, Gianfranco Tondini, Jean-Pierre Ostende, Letizia Quintavalla
regia e scene  Letizia Quintavalla
attori Salvatore Arena, Paola Crecchi, Claudio Guain
cantante Bernardo Lanzetti
musiche Giuseppe Verdi
rielaborazione e musiche originali  Alessandro Nidi

"Fango" dove si racconta di un uomo che ha ucciso per diventare re, di una donna forte che dà consigli sbagliati, dove si racconta di streghe che rivelano ciò che gli uomini forse già conoscono dentro di loro...ma soprattutto "Fango" racconta non una storia ma un clima: il teatro è il  luogo dove si concretizzano atmosfere e metafore, un clima appunto nel quale ci si immerge fino al collo per uscirne cambiati "...per imparare a leggere sulla faccia ciò che la mente costruisce."
Il fango sarà l`elemento materico che riassume il clima di tale favola macabra dove per un po` il potere vince. Il tema affrontato è appunto quello del delirio del potere e del rapporto che l`individuo ha con esso.

"Come va il mondo ora, signore?" "Perché, non lo vedete?"
Nessuno si può astenere dal vedere come va il proprio mondo.
A nessuno, giovane o vecchio, è permesso di chiudere gli occhi alla coscienza.
Il "Macbeth" di Shakespeare è un testo che propone concetti validi fino a noi e ai nostri tempi, tempi assatanati di potere .
La scena politica come teatro sanguinario. Macellai e rispettive signore alla ricerca di "corona e potere". Ambiziosi senza fondo che precipitano nel delitto in un castello degli orrori.
In "Fango" un piccolo manipolo di scozzesi da nulla rievocano con foga e senza pietà la storia dei Macbeth, incubo dall`atmosfera melmosa, storia dura e piena di solitudine. L`unico a provare pietà per Macbeth è Shakespeare, che scrive per lui fra i più bei monologhi della storia del teatro.
Shakespeare: macchina sensoriale che, imponendo alla regia suggestioni visive e sonore, si presta a diventare un teatro di montaggio.I testi scritti appositamente per "Fango" si sovrappongono al grande testo di Shakespeare e alle musiche di Verdi, estendendoli fino a riraccontare certi nodi drammaturgici anche più volte. Le musiche di Verdi, rubate alla loro collocazione e spostate, portano con sé l`amarezza ironica del delitto senza attenuanti, la sfinitezza del dolore collettivo del coro "patria oppressa", l`aria quasi da circo di seconda categoria della "marcetta del re" o della "danza delle streghe".
Ogni scena sarà interpretata come un`alterazione.
Follia e possessione in un`alternanza di sfogo e perdita.
Un incubo con ossessioni che riaffiorano in ciascuno dei quattro personaggi, che sono stati...contagiati dal "Macbeth".
Letizia Quintavalla

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Gigio Brunello
Macbeth all`improvviso
dramma in due atti per burattini liberamente tratto
da W. Shakespeare
Autore Gigio Brunello e Gyula Molnar
Regia Gyula Molnar

Il burattinaio si scusa con il pubblico: il Macbeth non andrà in scena a causa di contrattempi dovuti alla costruzione dei nuovi burattini. Al posto della tragedia farà una commedia servendosi delle maschere della Commedia dell`Arte e della stessa baracca che lui aveva ideato per il Macbeth. Non una commedia qualunque ma "L`emigrante geloso", un inedito di Carlo Goldoni. Lo spettacolo inizia con Arlecchino recalcitrante e offeso che approfittando dei momenti di distrazione del burattinaio guida la rivolta : metteranno in scena Macbeth, proprio loro, i comici dell`Arte.
Il primo a farne le spese sarà il burattinaio, il re Duncan che sta in baracca.
Il testo, scritto a quattro mani è strutturato in due atti:
Primo atto. Il gioco letterario fa affiorare dagli archivi goldoniani personaggi e battute in libera uscita. Il melanconico tessitore che in "Una delle ultime sere di carnevale" abbandona Venezia per emigrare nelle Russie, qui diventa il tipografo Rodolfo Barbieri che ingiustamente perseguitato fugge nelle Americhe. C`è Federigo Rasponi alle sue calcagna, il quale per una sorta di nemesi storica, si vendica del ruolo di protagonista assente ne "Il servitore di due padroni" proiettando la sua ombra sinistra sulla scena dell`Emigrante geloso. Pantalone scopre di avere un figlio, il Lelio de "Il bugiardo", ma un equivoco fatale lo fa incontrare con la morte nel momento stesso del ricongiungimento.
Con la rivisitazione letteraria, s`incrociano anche i dialoghi del complotto in atto dietro alle quinte e questo introduce situazioni farsesche e di teatro nel teatro.
Secondo atto Si utilizza una sintesi del testo shakespeariano senza alterare la forza evocatrice e la poesia della parola. L`attenzione è tutta sul percorso, senza via di scampo, di Arlecchino-Macbeth incontro al suo destino.
    
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Teatro delle Briciole
Un bacio...un bacio ancora... un altro bacio
liberamente ispirato all`Otello di Shakespeare e Verdi
testo Bruno Stori
regia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori
con Paola Crecchi, Claudio Guain, Morello Rinaldi
musiche dall`Otello di Giuseppe Verdi
ricerca musicale  Alessandro Nidi

Un sordo, un cieco e una muta. Possono tre derelitti raccontare una storia così grande come quella di Otello? Crediamo proprio di sì. La cieca gelosia di Otello, la sorda invidia di Jago e la muta innocenza di Desdemona.  Quali migliori interpreti! Il tema dello spettacolo sono i sentimenti trattati come la sola materia, immutabile storica, reale e immediatamente riconoscibile dagli spettatori. In particolare, qui si parla dell`amore, della gelosia, dell`invidia. I sentimenti sono spettacolarizzati e le passioni esibite.
Le mutilazioni e i trucchi, a cui devono ricorrere il sordo, il cieco e la muta per nasconderle al pubblico, incidono sulla rappresentazione "abbassandola" ad un livello più ingenuo e popolare.  La tragedia classica si "degrada" in una forma minore, quasi una pantomima dialogata. La musica, dall`Otello di Giuseppe Verdi, usata come strumento di sottolineatura emotiva, incita i tre attori ad esprimere le emozioni dei loro personaggi come nei tableaux del mélodrame. Il testo di Shakespeare si riduce drasticamente e rimangono solo le frasi emblematiche dei personaggi e le informazioni narrative. In compenso gli attori creano un nuovo testo con commenti su ciò che accade e riflessioni loro sui temi dell`amore e della gelosia e si trovano a recitare utilizzando una forte impronta dialettale.

"Il contributo della parodia, del pastiche, del travolgimento grottesco a quella "polvere indecifrabile" che fu Shakespeare è molto più grande di quello dei tetri professori con tutta la loro cura filologica."
Guido Almansi, Panorama

"Ammirevole la capacità di preservare il nucleo di verità della tragedia dentro il gioco spesso irresistibile delle deformazioni e delle varianti parodistiche."
Giovanni Raboni, Corriere della Sera





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