Teatro delle Briciole
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29 Gennaio - 21:00 h.
TEATRO AL PARCO
E` BELLO VIVERE LIBERI!
La giovane rivelazione Marta Cuscunà commuove ed esalta raccontando la Resistenza senza retorica
Altre Lingue:     
E` bello vivere liberi!
Ispirato alla biografia di ONDINA PETEANI
Prima Staffetta Partigiana d`Italia
Deportata ad Auschwitz N. 81 672

Ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione
Marta Cuscunà
Costruzione degli oggetti di scena
Belinda De Vito
Luci e audio
Marco Rogante
Disegno luci
Claudio Parrino
Co-produzione
Operaestate Festival Veneto
Cura e promozione
Centrale Fies

Con il sostegno di
Comitato Provinciale per la promozione dei valori
della Resistenza e della Costituzione repubblicana di Gorizia,
A.N.P.I. Comitato Provinciale di Gorizia, A.N.P.I. Sezione di Ronchi
dei Legionari, Centro di Aggregazione Giovanile del Comune di
Monfalcone, Biblioteca Comunale Sandro Pertini di Ronchi dei
Legionari, Comune di San Vito al Tagliamento Assessorato ai beni e
alle attività culturali, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia
Giulia, Polo di Aggregazione Giovanile Toti del Comune di Trieste

Un progetto di teatro civile per un`attrice,
5 burattini e un pupazzo.

PREMIO SCENARIO PER USTICA 2009
Motivazioni della giuria
È bello vivere liberi restituisce il sapore di una resistenza vissuta
al di fuori di ogni celebrazione o irrigidimento retorico. Resistenza
personale, segnata dai tempi impetuosi di una giovinezza che è sfida,
scelta e messa in gioco personale. Resistenza politica, dove la
protagonista, Ondina, incontra la storia e la sua violenza. Resistenza
poetica, all`orrore che avanza e annulla. Resistenza adolescente, che
incontra il sangue, lo subisce, lo piange, ma continua ad affermare la
necessità della felicità e dell`allegria anche nelle situazioni più
estreme che Ondina vive.
Ondina, di cui Marta Cuscunà ha ricercato le tracce attraverso un
lavoro accurato sulle fonti storiche, dentro la memoria del proprio
territorio e attraverso le parole di chi l`ha conosciuta. Spettacolo
felicemente atipico, coniuga un fresco ed efficace lavoro di
narrazione, attento ai piccoli gesti del quotidiano, a stupori di
ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i propri
personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente
reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare.
In questa ricerca anche l`orrore del lager può essere raccontato,
senza che lo spettacolo perda lo straordinario candore e la felicità
nel racconto della storia che ancora siamo.

Lo spettacolo
È bello vivere liberi! è uno spettacolo per riappropriaci della gioia,
delle risate, delle speranze dei partigiani che sono state soffocate
dallo sterile nozionismo.
È uno spettacolo per riscoprire l`atmosfera vitale e vertiginosa di
quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile.
Per questo È bello vivere liberi! è dedicato a tutti quelli che
l`antifascismo l`hanno studiato solo sui libri di scuola, perché anche
per loro la Resistenza diventi "festa d`aprile!".
La storia
Lo spettacolo si ispira alla biografia di Ondina Peteani scritta dalla
storica Anna Di Giannantonio, (Edizioni IRSML FVG 2007).
Ondina che, a soli 17 anni, si accende di un irrefrenabile bisogno di
libertà e si scopre incapace di restare a guardare, cosciente e
determinata ad agire per cambiare il proprio Paese.
Ondina partecipa alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, dove la
Resistenza inizia prima che nel resto d`Italia grazie alla
collaborazione con i gruppi partigiani sloveni nati già nel 1941 per
opporsi all`occupazione fascista dei territori Jugoslavi.
Il suo percorso inizia con le riunioni clandestine della scuola di
comunismo dove, con straordinario anticipo, fioriscono anche i valori
di emancipazione femminile e di parità tra uomo e donna. A 18 anni,
Ondina diventa staffetta partigiana e comincia ad affrontare le
missioni più impensabili, perfino entrando a far parte di un commando
speciale per l`eliminazione di un famigerato traditore: Blechi. Ondina
partecipa anche alla formazione della Brigata Proletaria, quando più
di 1500 operai, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviano
verso il Carso, per unirsi alle formazioni partigiane.
La sua vicenda però, è stravolta bruscamente nel `43 quando, appena
diciannovenne, viene sprofondata nell`incubo della deportazione
nazista. Ma è proprio in questo drammatico momento che Ondina ritrova
con ostinata consapevolezza l`unica risposta possibile: Resistenza!
Perché è bello vivere liberi!

L`attrice
Marta Cuscunà nasce a Monfalcone, città operaia famosa per il cantiere
navale in cui si costruiscono le navi da crociera più grandi del mondo
e per il triste primato dei decessi per malattie causate dall`amianto.
Nel 2001 partecipa al laboratorio Fare Teatro ideato e condotto da
Luisa Vermiglio per il Comune di Monfalcone.
Il percorso formativo più importante prende avvio grazie a Prima del
Teatro: Scuola Europea per l`Arte dell`Attore, dove incontra alcuni
grandi maestri del teatro contemporaneo.
Nel 2004 debutta come attrice professionista in Pesciomìni di Vicic e
Pippo Pettirosso di Altan, prodotti dal CTA di Gorizia.
Nel 2006 debutta all`estero in Merma Neverdies, spettacolo con pupazzi
di Joan Miró, regia di Joan Baixas, prodotto da Elsinor-Barcelona in
esclusiva per la Tate Modern Gallery di Londra. Con questo spettacolo
tocca alcune importanti piazze europee come The Irish Museum of Modern
Art di Dublino, il Teatro Español di Madrid, Die Frankfurter
Buchmesse, la Fundació Miró di Palma de Mallorca e altre.
Nel 2007 torna in scena in Italia con Indemoniate!, spettacolo di
Giuliana Musso e Carlo Tolazzi, regia di Massimo Somaglino, prodotto
da Teatro Club Udine e dal Rossetti,Teatro Stabile del Friuli Venezia
Giulia.
Attualmente è in tournée europea con lo spettacolo Zoè, ultima
produzione della Compañía Teatre de la Claca di Barcellona, diretta da
Joan Baixas.

http://martacuscuna.blogspot.com/

Note di regia
È bello vivere liberi! è l`ultima frase che Ondina Peteani ha scritto
a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le
chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta
in mente. Ondina, allora, ha scritto quello che sentiva profondamente:
amore per la libertà.
Ondina è stata definita da alcuni storici "prima staffetta partigiana
d`Italia", per la precocità del suo impegno nella lotta di
Liberazione, avvenuta in un territorio in cui la Resistenza è iniziata
prima rispetto al resto d`Italia, grazie alla vicinanza con la
Jugoslavia dove fin dal 1941 si erano formati gruppi partigiani attivi
contro l`occupazione fascista.
La sua storia attraversa gli anni del fascismo nel Monfalconese, viene
segnata in modo indelebile dalla detenzione ad Auschwitz e continua
nel dopoguerra, come ostetrica e organizzatrice culturale e politica
all`interno del PCI, poi PDS.
Lo spettacolo si ispira alla prima parte della vita di Ondina fino
alla liberazione dai campi di concentramento e mette in luce alcune
particolari tematiche: il contributo fondamentale apportato dalla
Resistenza femminile all`emancipazione della donna; i sogni di
libertà, gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al
Movimento di Liberazione; l`incubo della deportazione nazista e la
sopravvivenza nei lager.

I linguaggi
Vorrei che questo progetto raccontasse la Resistenza in un modo non
retorico né nozionistico: trasmettendo l`entusiasmo, la voglia di
vivere liberi, la gioia di lottare per difendere la democrazia e la
libertà che animarono i partigiani.
Vorrei raccontare tutto questo attraverso linguaggi differenti: le
testimonianze (per ricreare l`atmosfera e lo spirito di quegli anni
attraverso le parole di chi li visse in prima persona); il monologo
civile (per creare un filo conduttore tra le vicende e un punto di
vista contemporaneo); i burattini (per ritrovare la forma del teatro
popolare che gli stessi partigiani utilizzavano nei bozzetti
drammatici che scrivevano e interpretavano per festeggiare le
vittorie); il teatro di figura con pupazzi (per raccontare in modo
evocativo l`orrore dei lager; perché a un pupazzo si può fare di
tutto, anche le cose più terribili; perché il rapporto tra pupazzo e
manovratore è uguale a quello tra deportato e aguzzino; perché davanti
alle immagini delle persone deportate ad Auschwitz lo shock emotivo è
fortissimo e fa distogliere lo sguardo, mentre davanti a un pupazzo
picchiato e umiliato si resta a guardare fino in fondo e l`emotività
lascia spazio alla riflessione).

La scintilla
La biografia di Ondina, scritta dalla storica Anna Di Giannantonio, mi
ha letteralmente entusiasmata, scossa, "accesa". Ho incontrato una
ragazza, poco più giovane di me, incapace di restare a guardare,
cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese; con
un`intuizione fondamentale: la Donna è una risorsa irrinunciabile per
la Pace e la Giustizia. Un esempio di partecipazione attiva, di come
ogni singolo individuo può diventare indispensabile per la vita di un
intero popolo.
D`altra parte la vicenda di Ondina mi ha permesso di guardare l`incubo
dei lager nazisti da un punto di vista particolare: non solo dalla
parte di chi aveva l`unica colpa di essere ebreo, omosessuale,
handicappato, ma anche di chi aveva fatto una scelta di campo
coraggiosa e definitiva. Ondina è stata deportata, umiliata, privata
della sua identità e torturata perché lottava per la Libertà e aveva
scelto di schierarsi, nonostante tutto.
Avverto l`urgente necessità di raccontare questa storia, oggi, perché
"chi è senza memoria è senza futuro" e in Italia molti hanno
dimenticato troppo in fretta il significato della Resistenza.

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