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Largo Otto Marzo, 9/a
43100 Parma (IT)
Dal 27 Maggio al 1 Giugno  - 21:15 h.
LA SPOSA BAMBINA
Arriva anche a Parma la storia vera della bambina yemenita costretta al matrimonio a 10 anni e della sua battaglia per tornare libera
Altre Lingue:     
venerdì 27 maggio ore 21.15 versione originale con sottotitoli italiani
sabato 28 maggio ore 21.15 versione italiana
domenica 29 maggio ore 19.30 e 21.30 versione italiana
lunedì 30 maggio ore 21.15 versione originale con sottotitoli
mercoledì 2 giugno ore 21.15 versione originale con sottotitoli

LA SPOSA BAMBINA
(Emirati Arabi/Francia, 2015 - 99`)
regia di Khadija Al-Salami

Perdere un film così, uscito a livello nazionale il 12 maggio, non sarebbe stato bello per la nostra città. Sia per l`argomento, che è valso numerosi premi internazionali e il sostegno mondiale di Amnesty International, sia per la qualità di un racconto che riesce ad andare al di là della sola denuncia e ci spalanca una finestra su un paese sconosciuto all`occidente. Anche per questo motivo lo proponiamo sia in versione italiana che in originale arabo con sottotitoli.

Una bambina entra in un`aula di un tribunale, guarda il giudice dritto negli occhi e gli dice: «Voglio il divorzio». Nello Yemen, dove non sono previsti limiti di età per poter contrarre matrimonio, una bambina di 10 anni di nome Nojoom è costretta a sposare un uomo di 30 anni. La dote derivante dal matrimonio fornisce alla famiglia della bambina la possibilità di ricevere una piccola entrata economica e l`opportunità di liberarsi di una bocca in più da sfamare. Per tutti si tratta di un accordo legittimo e soddisfacente: per tutti tranne che per Nojoom che vedrà presto la sua vita volgere al peggio. La sposa bambina racconta la storia di una bambina yemenita in cerca di giustizia. Nojoom inizia una solitaria e determinata battaglia contro le pratiche arcaiche seguite dalla sua famiglia e dalla sua tribù, riuscendo a sfuggire al controllo dei suoi genitori e a ottenere il divorzio.
La battaglia di Nojoom è una battaglia per la libertà per le donne del suo paese, un esempio contro la violazione dei diritti umani e il simbolo della lotta contro le pratiche arcaiche considerate ancora oggi legali nello Yemen e in molti altri paesi.  Basato su una storia vera, raccontata nel libro “I am Nujood, age 10 and divorced” di Nojoud Ali e della giornalista Delphine Minoui - pubblicato il 22 gennaio 2009 da Michel Lafon, tradotto in 17 lingue e venduto in 35 paesi - il film ripercorre anche il vissuto della stessa regista, Khadija Al Salami, la quale grazie al suo coraggio è riuscita a fuggire da un marito aguzzino all’età di 11 anni. Un meraviglioso appello verso tutte quelle bambine obbligate a diventare donne adulte troppo presto e al loro diritto a vivere la loro vita liberamente. Una incisiva rivendicazione cinematografica, una condanna contro la pratica delle spose bambine e allo stesso tempo un invito alla speranza e al rinnovamento dello Yemen. I paesaggi mozzafiato di quel martoriato paese, la sua cultura, la sua arcaica pratica dei matrimoni infantili e i diffusissimi abusi sulle donne, sono i temi trattati nell’opera. Ma La sposa bambina è anche un appello a tutti quei paesi in cui i matrimoni precoci sono tuttora consentiti e celebrati, affinché sia messa la parola fine a questa pratica primitiva e ripugnante.

"Un film potente, toccante e provocatorio." SCREEN DAILY

"Un’ incisiva condanna alla tradizionale pratica del matrimonio infantile." "Il film è ammirevole nel suo essere diretto e onesto, un tripudio di autentici colori locali con un tocco di poesia." THE HOLLYWOOD REPORTER

"Le virtù del film non giacciono solo nell’abilità tecnica all`interno del quale la storia viene raccontata. Nojoom è davvero un film importante." DAILY STAR

"Ho trovato il film affascinante, sia come studio della pratica dei matrimoni infantili nello Yemen, sia come testamento del potere dello spirito umano." THE HUFFINGTON POST

"Questo lungometraggio è una finestra sullo Yemen, i suoi paesaggi e il suo popolo." GULF NEWS

“Un dramma ispirato anche alla vera storia della regista” VANITY FAIR