Teatro delle Briciole
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Teatro di figura, circo, prosa, danza. La nuova stagione del Teatro delle Briciole unisce con n...
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Dal 17 al 30 Settembre  - 21:15 h.
MARGUERITE
Ancora in programma fino al 30 settembre. In concorso al Festival di Venezia 2015 e liberamente ispirato alla vita del soprano americano Florence Foster Jenkins, che diventò famosa grazie al suo canto tra il 1930 e il 1940.
Altre Lingue:     
Cinema Edison d`essai
17 settembre ore 21.15, V.o. francese con sottotitoli in italiano
19 settembre, ore 21.30
20 settembre ore 18.30
22 settembre ore 21.15, V.o. francese con sottotitoli in italiano
24 settembre ore 21.15, V.o. francese con sottotitoli in italiano
25 settembre ore 21.15, V.o. francese con sottotitoli in italiano
26 settembre ore 21.15
27 settembre ore 18.30 e 21.15
30 settembre ore 21.15, V.o. francese con sottotitoli in italiano


MARGUERITE
di Xavier Giannoli
Francia, Repubblica Ceca, Belgio, 127’
Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Théret, Denis Mpunga, Sylvain Dieuaide 

Sinossi
1921, inizio dei ruggenti anni venti. Non lontano da Parigi, nel castello di Marguerite Dumont si festeggia. Come ogni anno, un gruppo di appassionati di musica vi si riunisce a favore di una grande causa. Nessuno sa molto della proprietaria, tranne che è ricca e che ha dedicato tutta la vita alla sua passione: la musica. Marguerite canta. Canta con tanto entusiasmo, ma è terribilmente stonata. Simile all’immaginaria Bianca Castafiore, vive la sua passione come in una bolla, e gli ipocriti spettatori che accorrono per ridere di lei si comportano come se fosse davvero la diva che è convinta di essere. Quando un giovane e irriverente giornalista decide di scrivere un articolo celebrativo sull’esibizione di Marguerite, la donna comincia a credere ancora di più nel proprio talento e trova il coraggio per seguire il suo sogno fino in fondo. Nonostante la riluttanza del marito, e con l’aiuto di una vecchia gloria del palcoscenico, decide di esercitarsi per affrontare la prima serata davanti a una platea di sconosciuti.

Credo che per fare un film si debba avere non soltanto qualcosa da dire ma anche qualcosa da tacere. È innanzitutto il mistero di un personaggio ciò che mi dà la voglia di filmarlo. Filmarlo per esprimere un’emozione, una musica interiore. Marguerite ha dedicato la sua vita alla musica, alla bellezza. Ma, senza rendersene conto, è tragicamente stonata, sublimamente stonata. Canta l’opera come un bambino potrebbe lacerare una rosa. La cosa è comica perché è crudele. Poiché Marguerite è in primo luogo una donna innamorata che vuole vivere le sue passioni. Mai nessuno le ha detto che era stonata. Perché? Cos’è questa lacerazione nella sua voce e nei nostri cuori? Abbiamo tutti bisogno di illusioni per vivere.
Xavier Giannoli