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Largo Otto Marzo, 9/a
43100 Parma (IT)
17 Aprile - 21:15 h.
CINEMA EDISON D'ESSAI
BERTRAND TAVERNIER A PARMA
Il maestro del cinema francese riceve il 17 aprile al Cinema Edison il premio «Trecentosessanta», istituito da Solares Fondazione delle Arti 14 anni fa in collaborazione con il Comune di Parma per tributare un omaggio ai protagonisti del cinema che incontrano la città. Dopo la premiazione, l’incontro con il pubblico e la proiezione del suo ultimo film, «Quai d’Orsay».
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Cinema Edison d`essai
17 aprile ore 21.15

OMAGGIO A BERTRAND TAVERNIER
Il regista riceve il Premio Trecentosessanta e incontra il pubblico

Segue la proiezione di
QUAI D`ORSAY
(Francia 2013, 113 minuti)
un film di Bernard Tavernier
(versione originale con sottotitoli in italiano)

Solares Fondazione delle Arti assegna a Bertrand Tavernier l’edizione 2015 del Premio «Trecentossanta», il riconoscimento istituito 14 anni fa in collaborazione con il Comune di Parma per tributare un omaggio ai protagonisti del cinema che incontrano la città.  Il maestro francese riceverà il premio il 17 aprile alle 21.15 al Cinema Edison d’essai, nel corso di una serata nel corso della quale Tavernier incontrerà gli spettatori e presenterà in anteprima «Quai d`Orsay» (Francia 2013, 113 minuti), il suo ultimo lavoro ancora inedito in Italia, tratto da uno dei più interessanti graphic novel d’oltralpe prodotti di recente, «I segreti del Quai d’Orsay - Cronache diplomatiche». Premiato per la sceneggiatura al Festival di San Sebastian, il film è un affresco politico della Francia di oggi, con Thierry Lhermitte nel ruolo di un ministro degli esteri fortemente ispirato a Dominique de Villepin (in versione originale francese con sottotitoli, biglietti della serata 7/5 €, informazioni tel. 0521 964803, www.solaresdellearti.it).  Il riconoscimento parmigiano anticipa di qualche mese il Leone d`oro alla Carriera, che il prossimo settembre Tavernier riceverà alla 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. 
L`appuntamento è realizzato in collaborazione con la Cineteca di Bologna, che il 16 aprile lo propone al pubblico bolognese con la stessa formula della proiezione accompagnata dall` incontro col regista.

Critico cinematografico per le riviste Positif e Cahiers du Cinema, coautore del fondamentale volume «Trente ans de cinéma américain», Tavernier debutta come regista nel 1973 con «L`orologiaio di Saint-Paul», tratto da Simenon, un “noir” dall’accento sociale, che ottiene l’Orso d’argento al Festival di Berlino e sancisce l’incontro con Philippe Noiret, che diventerà il suo attore preferito. I suoi film, ricchi di echi del cinema americano, si ispirano a un realismo nutrito di acuta sensibilità psicologica, capace di rileggere il passato e di indagare criticamente la realtà contemporanea. Autore di penetranti ritratti generazionali, di drammi storici e di polizieschi ispirati ai fatti di cronaca, Tavernier ha saputo proporre una significativa riflessione sulle istituzioni e sui loro eccessi repressivi e un’analisi premonitrice della deriva dei mezzi di comunicazione. Tra le sue opere: «Que la fête commence» (1975); «Le juge et l`assassin» (1976); «La mort en direct» (1979);«Coup de torchon» (1981); «Un dimanche à la campagne» (1984); «Round midnight» (1986); «Daddy nostalgie» (1990); «L627» (1992); «La fille de d`Artagnan» (1994), «L`appâ» (1995), «Capitaine Conan» (1996), «Ça commence aujourd`hui» (Ricomincia da oggi, 1999),«Laissez-passer» (2001), cui ha fatto seguito, nel 2004, «Holy Lola» (La piccola Lola). Negli anni successivi ha diretto «In the electric mist» (2009), «La princesse de Montpensier» (2010) e «Quai d`Orsay» (2013). Nel 1984 ha ottenuto il Premio per la miglior regia al Festival di Cannes per «Una domenica in campagna». Ha vinto quattro premi Cèsar (l`Oscar francese).

Con il premio `Trecentossessanta` Bertrand Tavernier va ad aggiungere il suo nome ad un palmarès di grande prestigio che comprende artisti come Peter Greenaway, Jane Campion, Michael Cimino, Roger Corman, Mike Figgis, Gianni Amelio, Marco Bellocchio, James Ivory, Mario Martone, Matthew Modine, Matteo Garrone, Alice Rohrwacher. Dal 2008  il premio è un oggetto di alluminio del designer Denis Santachiara che rappresenta la proiezione tridimensionale del profilo dell`artista premiato.