DILUVIO ROCK RACCONTO DI PAROLE E MUSICA



DILUVIO ROCK
Racconto di parole e musica
testo e regia Paola Crecchi
con Paola Crecchi, Riccardo Reina e Dario Andreoli
musiche originali 2 ex machina
suoni Dario Andreoli
ideazione luci Emiliano Curà
visual Oscar Accorsi
scene Paola Crecchi con la collaborazione di Paolo Romanini
costumi Patrizia Caggiati

dagli 8 ai 13 anni


IL TEMA 
Dai tempi più antichi l’uomo ha sentito il bisogno di raccontare ai suoi simili la fine del mondo e un nuovo inizio, l’evento eccezionale dopo il quale nulla sarà più come prima e una nuova nascita potrà prendere le mosse da una distruzione. Fiaba, mito, religione hanno narrato in mille varianti e con mille strumenti espressivi l’idea della catastrofe, dell’apocalisse, del diluvio che tutto distrugge ma da cui può nascere un mondo nuovo. Lo ha fatto per esorcizzare la paura di un grande evento naturale, o la punizione di un dio.
Oggi più che mai il tema del Diluvio è di grande attualità e assume nuova verosimiglianza, in un modo in cui il problema del riscaldamento globale porta a cambiamenti meteorologici che provocano alluvioni, tifoni, terremoti, maremoti…. Tutto ciò a causa del cattivo operato dell’uomo.
Di fatto non siamo noi a distruggere la natura, perché secondo la legge chimica di Lavoiser “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, al contrario è la natura stessa a distruggere la specie umana.
Lo spettacolo parla del Diluvio come metafora della nostra società, un utopico Diluvio che possa salvare tutti coloro che sono preoccupati non solo del proprio futuro, ma anche di quello delle prossime generazioni.
In ogni replica si salveranno gli spettatori presenti in sala perché attraverso il teatro hanno scelto di condividere una riflessione su cosa vuol dire salvarsi da un diluvio e perché, ma soprattutto porsi la domanda: “Cosa vorrei portare in salvo per il futuro mondo post-Diluvio?

LO SPETTACOLO
E’ con leggerezza e ironia che si dipana la matassa dello spettacolo proponendo immagini, racconti e fiabe accompagnati da canzoni dal vivo.
Il rumore della pioggia scandisce il tempo dello spettacolo come un ticchettio continuo di orologio che ci dà un senso di attesa. Attesa di cosa? Di un’Apocalisse? Di un Diluvio che pulisca il mondo da tutto ciò che è sporco? Attesa di un futuro migliore? Ma l’attesa non può essere un tempo morto, ozioso, passivo, bensì un tempo di riflessione, dove alleniamo la nostra immaginazione a essere fervida e creativa affinché porti a progettare un futuro più maturo e cosciente del presente.
In scena tre personaggi dal forte valore simbolico.
La cieca: la saggezza quasi profetica. Attraverso i suoi occhi di non vedente e la narrazione di racconti mitologici e fiabeschi, ci farà entrare in un mondo magico.
Il ragazzo: la rabbia di vivere in un mondo che non ci appartiene, dove dobbiamo subire impotenti le scelte fatte da altri.
Il tecnico: il pragmatismo che risolve i problemi nell’immediato, senza però programmare un futuro.
I tre personaggi trovano riparo in un teatro dove la pioggia, metafora delle crisi corrente, si è infiltrata attraverso il soffitto. In sala c’è il pubblico in attesa dell’inizio di uno spettacolo momentaneamente sospeso a causa della pioggia incessante.

Il Teatro con le sue corde e i suoi tralicci, pensato come una grande nave capovolta, sarà metaforicamente la grande Arca di salvezza che aiuterà gli spettatori a superare il Diluvio attraverso i racconti del mito greco di Pirra e Deucalione, del racconto biblico dell’Arca di Noè, dell’inedita storia di Palù e della fiaba di Esopo. 

Paola Crecchi





scheda tecnica italiano