Teatro delle Briciole
Informazioni
Teatro al Parco
Pianta
Biglietteria
Contatti
Come raggiungerci
Parco Ducale 1,
43100 Parma (IT)
AGENDA
1 Ottobre
TRADIMENTI
Una delle opere chiave di Harold Pinter. I tradimenti che avvengono in scena ci spingono a pensar...
Appuntamenti in agenda (6)
RASSEGNE E FESTIVAL
Dal 1 Ottobre al 19 Dicembre
STAGIONE OTTOBRE - DICEMBRE 2021
Teatro di figura, circo, prosa, danza. La nuova stagione del Teatro delle Briciole unisce con n...
Tutte le rassegne e festival (1)
18 Gennaio - 21:15 h.
CINEMA EDISON D'ESSAI
MA CHE STORIA...
Il regista Gianfranco Pannone incontra il pubblico del Cinema Edison e presenta il suo film che ripercorre 150 anni di storia italiana incrociando documenti dell`Archivio Storico Luce con le parole di scrittori e intellettuali, le musiche di Verdi e il canzoniere popolare italiano
Altre Lingue:     
GUARDA IL TRAILER

MA CHE STORIA
...
(Italia 2010, durata 80 minuti)
un film di Gianfranco Pannone
Prodotto e distribuito da Cinecittà Luce

Il Risorgimento in un racconto lungo 150 anni: gioie e dolori di un paese grande e complicato.
Un viaggio tragicomico nella nostra storia attraverso il lungo e faticoso percorso unitario italiano. Mazzini, Garibaldi, Cavour…, nomi che oggi ci arrivano lontani, ma che così lontani non sono.
Una grande rivoluzione quella del Risorgimento, salutata come vera e propria epopea nell’800, ma ridimensionata nel secolo successivo dal “male oscuro” italiano.
Potere, intellettuali e popolo, un rapporto difficile, spesso  violento e non privo di cinismo, che di fatto ha impedito il formarsi di un sentimento nazionale condiviso. E poi, un popolo di contadini quello italiano del primo novecento, via via cancellato dalle ideologie e da un’ansia del “nuovo”  che hanno finito con l’emarginare tradizioni, consuetudini, affetti.
Il racconto di questa epopea a metà, si sviluppa tra i cinegiornali e i documentari, dell’archivio  Luce, dagli anni dieci agli ottanta, che attraversano non senza retorica  la storia nazionale; un sentimento critico e amaro, anche ironico, tutto presente nelle parole di scrittori e poeti di estrazione politico-culturale diversa; e, vero e proprio controcanto, suoni ed espressioni del popolo, che raccontano gioie e dolori di una storia ricca e violenta. Così il sobrio ricordo di uno zio morto nella Grande guerra risvegliato da Vittorio Foa, si incontra con le strofe cantate di Raffaele Viviani contro ogni  guerra, per poi scontrarsi con i retaggi fascisti della storia nazionale, affidati  agli impeti di un popolo che si vuole guerriero ad ogni costo.
Un Paese, come ci ricorda Alberto Arbasino, cresciuto a marcette, celebrazioni, lustrini, lumini, icone, fino all’inevitabile rigetto. Un Paese incapace di mettersi in discussione, di elaborare i propri lutti, di guardarsi dentro, tutto proteso verso un finto nuovo che ha finito col procurare grandi tragedie partorite da folli illusioni. Un Paese che si potrebbe dire morto, se non fosse che gli appartengono pagine straordinarie di storia e letteratura oltre che una ricchezza antropologica unica.                           

Gianfranco Pannone (Napoli 1963) vive e lavora a Roma. Tra il 1990 e il 1998 ha prodotto e diretto la trilogia composta da Piccola America, Lettere dall’America, L’America a Roma e nel 2001 Latina/Littoria. Tra gli altri medio e lungometraggi ricordiamo Pomodori (1999), Sirena operaia (2000), Pietre, miracoli e petrolio (2004), Io che amo solo te (2005), Cronisti di strada (2006) Il sol dell’avvenire (2008).
I suoi film documentari gli sono valsi partecipazioni e riconoscimenti in molti festival italiani e internazionali. Insegna Cinema documentario al Dams dell’Università Roma Tre e regia all’Accademia dell’Immagine dell’Aquila. Quest’anno con  M. Balsamo ha scritto il libro L’officina del reale.