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GALLERIA DELLE COLONNE
MEMES, I MITI DELL`OCCIDENTE SECONDO ARTURO DELLE DONNE
Alla Galleria delle Colonne del Cinema Edison d`essai una mostra personale del fotografo parmigiano indaga gli archetipi della nostra civiltà con uno sguardo contemporaneo
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MEMES
Mostra di Arturo Delle Donne
Galleria delle Colonne - Cinema Edison
6 novembre - 19 novembre 2010
Inaugurazione: Venerdì 5 novembre  2010, ore 18.30
Curatori Roberto Mutti e Clelia Belgrado
Orario: le sere di programmazione del Cinema Edison e su appuntamento telefonico allo 0521 964803
Informazioni: Solares Fondazione delle Arti, tel 0521 964803, [email protected]

"Quando moriamo ci sono due cose che possiamo lasciare: i geni e i memi". Così scrisse il biologo Richard Dawkins in un libro intitolato `il gene egoista`. Ne è convinto anche Arturo Delle Donne, fotografo parmigiano a cui è dedicata una mostra personale che verrà inaugurata venerdì 5 novembre alle 18.30 alla Galleria delle Colonne del Cinema Edison, e che in omaggio alla teoria di Dawkins si intitola `Memes`. La mostra, curata da Roberto Mutti e Clelia Belgrado, è organizzata da Solares Fondazione delle Arti e dalla Visionquest Gallery di Genova in collaborazione con il Comune di Parma, e resterà aperta fino al 19 novembre. Delle Donne, fotografo di moda e pubblicità, autore di campagne su testate nazionali e internazionali, sta realizzando con Solares "Black and White Portraits", un progetto fotografico che conta più di cinquanta ritratti di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura tra cui Borgnine, Bertolucci, Pennac, Pistoletto, Schygulla, Galeano, Depardieu, Kusturica.

Cosa sono esattamente i `memi`? "Sono unità culturali che si propagano, così come i geni sono unità genetiche - spiega Delle Donne, che alle spalle ha una laurea in biologia -. Gli uomini sono macchine che trasportano memi. Io ho cercato di capire quali sono i memi più forti della cultura occidentale: e ho scoperto che appartengono alla religione  o ai miti antichi". Ecco, allora, nelle fotografie che verranno esposte, altrettante tappe di un viaggio visivo e antropologico dentro i simboli che vengono dal passato ma che anche oggi sono simboli fortissimi, espressione di passioni ataviche, di sentimenti intensi, di paure perenni. Come  il suo Cristo contemporaneo in jeans lacerati, o il suo Achille in pantaloni mimetici, o la sua Madonna orientale, o quello che per Delle Donne è un `meme` fortissimo, Ulisse, simbolo della scoperta e immortalato su una zattera.

"L`estrema semplicità della presentazione - uno sfondo bianco, quasi nessun elemento di contorno - serve a concentrare l`attenzione sui soggetti, sui loro sguardi magnetici, sulle loro allusive posture", spiega il critico fotografico Roberto Mutti, curatore della mostra.
"Ho impiegato più di un anno per arrivare dalla elaborazione concettuale allo scatto delle foto, spiega Delle Donne - . Di solito prima elaboro dei concetti, butto giù bozzetti, poi comincio la parte fotografica.  Realizzo sempre uno story board. È un processo non troppo diverso da quello del regista".  Memes è il secondo capitolo di una trilogia intitolata Last breath on earth. "Adesso sto elaborando il terzo capitolo della trilogia, Cloni. Il primo è stato Tribes, esplorazione dei popoli estinti o in via estinzione. In Cloni cerco di immaginare il futuro che ci aspetta, lo terminerò nel 2011".