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«LA PANCIA DEL MONDO» IN SCENA A ROMA
Il 14 maggio al Teatro Tor Bella Monaca e il 15 maggio al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena la «piccola genesi visiva e sonora» di teatro d’oggetti sulla nascita del cosmo e sulla contemplazione della natura rivolta ad adulti e bambini da tre anni
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(Foto di Stefano Vaja)

Parma, 6 maggio 2022
 - Il Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti approda a «Immagina», il Festival internazionale del teatro di figura che si svolge a Roma dall’11 al 15 maggio 2022. Sabato 14 maggio alle 18 al Teatro Tor Bella Monaca e domenica 15 maggio alle 16 al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena «La pancia del mondo» uno spettacolo di Manuela Capece e Davide Doro prodotto dal Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti. «La pancia del mondo», tout public a partire da tre anni, «è uno spettacolo sonoro e visivo - raccontano gli autori - ispirato alle antiche cosmogonie. È un rito collettivo, una pratica per allenarsi alla contemplazione, un viaggio che si fa insieme per imparare ad esercitare sensibilità ed empatia. Sentiamo ogni piccolo battito, il respiro del mondo, il sole e la luna, il giorno e la notte, sentiamo ogni goccia che cade e la sua eco nell’infinito. Accogliamo i simboli che sono come semi che germogliano e alleniamo l’anima perché riesca a sentire tutto quello che c’è, l’essenza profonda della Natura, il mistero, la meraviglia che si prova a contemplare il Cosmo». Ciò che accade in scena si sviluppa in una composizione che fa leva sulla forza simbolica degli oggetti e sulla dimensione ancestrale dei suoni, anziché sulla struttura chiusa e rigidamente narrativa del linguaggio verbale. Si intraprende un viaggio iniziatico verso la conquista di un tempo lento della contemplazione, cadenzato dalla percezione rilassata della bellezza degli eventi di cui è costellata la vita del cosmo e ritmato da una nuova consapevolezza delle forme stupefacenti della natura. È un immaginario archetipico e fiabesco, entro il quale si colloca una precisa galleria di oggetti simbolici, ciascuno dei quali è frutto di una precisa scelta iconologica, che rimanda al mistero in cui affonda l’origine del cosmo, al mistero di cui fa parte la stessa natura, al mistero che questo spettacolo vuole invitare a contemplare con la rituale lentezza e la gioiosa rilassatezza con cui in Giappone si contempla un giardino zen. 
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