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Dal 6 Aprile al 16 Gennaio
MUSEO DEL CINEMA DI TORINO
DARIO ARGENTO - THE EXHIBIT
Solares e il Museo del Cinema di Torino presentano una mostra sul regista a cura di Domenico De Gaetano e Marcello Garofalo
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DARIO ARGENTO - The Exhibit
Mostra a cura di Domenico De Gaetano e Marcello Garofalo

6 aprile 2022 - 16 gennaio 2023
Museo Nazionale del Cinema - Mole Antonelliana
Via Montebello 20, Torino 10124

Anteprima stampa e opening
5 aprile 2022 alla presenza del regista


Il Museo Nazionale del Cinema e Solares Fondazione delle Arti presentano la prima grande mostra dedicata a un grande maestro del cinema: il regista, sceneggiatore e produttore Dario Argento (Roma, 1940).  DARIO ARGENTO - THE EXHIBIT è ospitata alla Mole Antonelliana di Torino - sede del Museo Nazionale del Cinema, ed è curata da Domenico De Gaetano e Marcello Garofalo, in omaggio al genio e all’opera del cineasta, visionario maestro del thriller; un percorso cronologico attraverso tutta la sua produzione, dagli esordi de L’uccello dalle piume di cristallo (1970) al suo ultimo lavoro Occhiali neri (2022), recentemente presentato al Festival del Cinema di Berlino nella sezione Special Gala. 
La mostra sarà aperta al pubblico da mercoledì 6 aprile 2022 a lunedì 16 gennaio 2023.

Per la prima volta un progetto espositivo compone un completo e articolato discorso visivo sull`immaginario che il regista romano ha portato sullo schermo nel corso del proprio cinquantennale viaggio nei perturbanti territori dell’incubo. 
Sei proiezioni a ciclo continuo presentano photogallery, sequenze e montaggi tratti dalle sue opere, documentazione sugli effetti speciali e sulla musica nei suoi film e ne analizzano i frequenti riferimenti a quadri, fumetti, opere letterarie e oggetti di design. 
Sulla rampa espositiva della Mole il visitatore troverà un`imponente messe di memorabilia argentiani: 44 oggetti di scena - tra cui la famosa spilla a forma di serpente creata da Bulgari per il film Inferno -, 21 preziose locandine originali, bozzetti scenografici, creature meccaniche, fotografie inedite e molto altro. 
Particolarmente significativi e di forte impatto sono i dieci costumi indossati sul set di altrettanti film, tra cui quello creato da Giorgio Armani e indossato da Jennifer Connelly sul set di Phenomena (1985), mentre 63 pannelli ricostruiscono nei dettagli il percorso biografico e artistico di Argento e raccolgono testimonianze su di lui di celebri personalità del cinema e della cultura. 

I pezzi esposti provengono dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema, del Centro Sperimentale di Cinematografia e di numerosi collezionisti privati, con importanti contributi da parte di professionisti del cinema quali Sergio Stivaletti, effettista di molti film di Argento da Phenomena del 1985 in poi, Luigi Cozzi, stretto collaboratore di Argento fin dagli esordi, Franco Bellomo, Pupi Oggiano, Gabriele Farina e Carlo Rambaldi, uno dei più importanti artisti degli effetti special a livello mondiale.

"Il percorso della mostra" - spiega Domenico De Gaetano, Direttore del Museo Nazionale del Cinema e co-curatore dell`esposizione torinese - "propone un approccio `altro` all`opera di Dario Argento, considerandolo soprattutto un regista profondamente innamorato delle possibilità del mezzo filmico che attraverso una poetica del delirio visivo ha saputo diventare uno dei grandi creatori di immagini del nostro tempo, demiurgo di un mondo i cui tratti - sospesi tra l’onirico e il fantastico, tra l’astrazione e la tentazione del sublime - sono sfaccettati, molteplici e complessi, sempre posti oltre il confine della visione".


Marcello Garofalo, co-curatore della manifestazione, ribadisce che “Argento costruisce la sua modernità nel paradosso di uno sguardo che spesso collide tra quello del protagonista della storia e quello dello spettatore, abbagliati entrambi da una `messa in scena` che del gioco non ha nulla, se non la derisione per una ingannevolezza dello sguardo, incapace di guardare l’essenziale e raggirato dal grande `trucco` del cinema, l’apparire quando si crede di vivere, il sognare (o precipitare nell’incubo) quando si crede di essere vigili e di poter dominare la realtà. Tutti i protagonisti del cinema di Argento hanno in comune il fatto di assomigliarci, perché possiedono, prima ancora di una psicologia e di un comportamento, la tendenza a vedere sempre troppo o troppo poco, a essere vittime di abbagli e di visioni, fino a non distinguere più ciò che è vero da ciò che è falso. In tutta la sua opera il sogno diviene spazio, quasi come una rete invisibile e l’onirico si insinua nella realtà, non perché in contrapposizione, ma in quanto terribilmente somigliante a essa. Emblematiche le parole che in Inferno, Argento affida, quasi fossimo in un film di Godard, alla contessa Elise De Longvalle Adler (Daria Nicolodi): `È pittura, non sangue`".

Quando ha appreso la notizia di questa mostra, Dario Argento ha espresso grande soddisfazione:
"Sono davvero felice che il Museo Nazionale del Cinema di Torino mi abbia comunicato che uno dei loro eventi previsti per l`inizio del prossimo anno sia una grande mostra dedicata al mio cinema: nel corso della mia carriera, iniziata nell`ormai lontano 1970, ho avuto modo di ricevere diversi apprezzamenti in tutto il mondo, specialmente in Francia, in America, in Giappone; in Italia di recente mi hanno consegnato il David di Donatello alla carriera, ma questo omaggio che il Museo del Cinema di Torino mi dedicherà, mi entusiasma in particolar modo, non solo perché si svolgerà in una città da me molto amata, dove ho avuto modo di girare diversi film e in una sede prestigiosa quale è il Museo del Cinema, ma perché, grazie al lavoro accuratissimo che gli organizzatori e i curatori dell`evento stanno svolgendo - ho avuto modo di visionare in anteprima diversi bellissimi "layout" dell`allestimento - avrò la possibilità di far conoscere anche ai più giovani l`intero mio percorso cinematografico, accompagnandoli all`interno del mio `cinema idealista`, fatto di incubi, sogni e visioni, ove la grigia realtà non è mai arrivata e mai ci arriverà. In un film che ho realizzato nel 1993, Trauma, mentre scorrono i titoli di coda l`obiettivo si sposta, continuando a raccontare possibili inizi di altre vicende. Questo perché mi piace credere che i miei film possano conquistare un grande spazio nella memoria dei miei spettatori, diventando anche dopo la visione un tutt`uno con la loro vita. Credo che questa mostra possa rendere ancora più realizzabile, luminoso e concreto questo mio desiderio".


La mostra sarà arricchita da un catalogo riccamente illustrato pubblicato da Silvana Editoriale, contenente una intervista esclusiva a Dario Argento che ripercorre tutte le tappe della propria carriera e molti materiali inediti, tra cui saggi, interventi critici di autorevoli esperti e critici cinematografici nazionali e internazionali, testimonianze dei collaboratori più rappresentativi che hanno lavorato con Argento e schede di tutti i suoi film.

La mostra sarà accompagnata da una retrospettiva completa, che verrà inaugurata il 5 aprile alle 21:00 al Cinema Massimo con la proiezione della copia restaurata di Suspiria alla presenza di Dario Argento.


Per orari, biglietti, prenotazioni e modalità di accesso
www.museocinema.it 


DARIO ARGENTO
Dario Argento nasce a Roma il 7 settembre del 1940, figlio del produttore cinematografico Salvatore Argento e di Elda Luxardo. Nel 1969 Argento crea con il padre la società di produzione S.E.D.A. SPETTACOLI e debutta alla regia con L`uccello dalle piume di cristallo, film che contiene diversi elementi che svilupperà nelle opere successive e che contribuiranno a delineare il suo stile. Dirige nel 1971 Il gatto a nove code e Quattro mosche di velluto grigio, giallo-horror nel quale sperimenta tecniche innovative di ripresa. Nel 1975 esce Profondo rosso, punto d`arrivo di un complesso percorso di sperimentazione. Debutta nell`horror con Suspiria e negli anni ’80 alterna horror e thriller: Inferno, Tenebre, Phenomena e Opera. Seguono Trauma, La sindrome di Stendhal e il remake de Il Fantasma dell’Opera. Dopo i thriller Non ho sonno e Il Cartaio, nel 2007 dirige La terza madre, capitolo finale della Trilogia delle Tre Madri. Nel 2012 presenta Dracula 3D al Festival di Cannes. L’11 febbraio 2022 ha presentato il suo 24esimo film, Occhiali neri, al Festival Internazionale del Cinema di Berlino nella sezione Special Gala. Argento ha ricevuto il Premio Speciale alla carriera ai David di Donatello (2019) e il Premio Bianchi alla carriera alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2020).


DOMENICO DE GAETANO
Domenico De Gaetano è laureato in Storia e Critica del Cinema all’Università degli Studi di Torino, Direttore del Museo Nazionale del Cinema dal 2019, è stato Vice-presidente della Film Commission Torino Piemonte, direttore artistico di Volumina e Coordinatore dell’immagine alla Reggia di Venaria. Esperto di cinema, ha realizzato progetti artistici e multimediali con registi, compositori e architetti come Peter Greenaway, Atom Egoyan, Michael Nyman, Brian Eno e Emir Kusturica, David Cronenberg e Daniel Libeskind presso prestigiose istituzioni quali il Toronto International Film Festival, il Paleis Het Loo e la Festa del Cinema di Roma. 
Dal 19 settembre 2020 è direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino.
 

MARCELLO GAROFALO
È critico cinematografico, regista, saggista, romanziere, curatore di mostre. Collabora con “Ciak” e fa parte del comitato di redazione di “Segnocinema”. È autore di molti libri, tra cui C’era una volta in America -Photographic Memories (1988), L’ultimo imperatore - Storia di un viaggio verso Occidente (1991), L’immagine-cinema (1992), Westmoreland Naples - Pose e visioni beat dal Newark Theater al Partenope (1997), Bertolucci Images (2001), Le calde notti del diabolico Dr.Carelli (2017), Il cinema è mito - Vita e Film di Sergio Leone (2020). Ha curato il volume Disney - Ricette da fiaba (2003). È autore del film Tre donne morali e del docufilm Angel in the Flesh.