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27 Novembre - 21:00 h.
SIMPOSIO DEL SILENZIO
Nuovi spettacoli programmati
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Compagnia Oltrenotte 
SIMPOSIO DEL SILENZIO

una creazione di Lucrezia Maimone 
in scena Lucrezia Maimone, Andrès Aguirre 
ambiente sonoro Lorenzo Crivellari 
violino Elsa Paglietti 
accompagnamento drammaturgico Stefano Mazzotta 
accompagnamento artistico alla magia Jonathan Giard 
disegno luci Tommaso Contu 
fotografia Stefano Mazzotta

con il contributo di Zerogrammi (Torino) 
Interconnessioni 2018/T Off (Cagliari) 
con il sostegno di Regione Piemonte, MIBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali 
Regione Sardegna, MIBAC -Ministero per i Beni e le Attività Culturali

progetto vincitore del Premio CollaborAction Kids XL#1 2018 - azione del Network Anticorpi XL 
Cantieri Danza | Solares | Amat | Arteven | Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza | La Piccionaia | Fondazione Piemonte dal Vivo | Teatro Pubblico Pugliese | C.L.A.P. Spettacolodalvivo | Armunia
| FTS Onlus | ACS | Centro Servizi Culturali Santa Chiara | FIND | Festival Y Generation.

per un pubblico adulto

La giovinezza è finita, la fantasia sta svanendo, i sogni si allontanano e diventano ricordi, poi pensieri che si mescolano alla realtà. Una serie di grossi libri enigmatici popolano la scena costruendo fantasie controverse, raccontando le nostre inquietudini, le nostre speranze, mostrandoci le paure che risiedono nei nostri cuori, chiedendoci infine di non lasciar scappare la magia dell’infanzia neanche quando saremo vecchi. Simposio del silenzio è una fiaba sulla precarietà: il peso, l’equilibrio, il rischio, il conflitto dualistico e l’ineluttabile desiderio di un’irraggiungibile armonia unitaria, un viaggio fiabesco nel mondo oscuro dell’inconscio, luogo in cui risiede il nostro sé implicito, nel quale è necessario recarsi per poter conoscere le profondità del proprio essere, della propria complessità, tuffandosi nell’oscurità della propria essenza nella speranza di riemergere in un nuovo sé unitario e integrato.

PROGETTO
Il sogno è la porta d’ingresso in un mondo fiabesco di nuvole antropomorfe che amoreggiano, orchi e gigantesse, animali fantastici, neri conigli e uccelli rapaci.

(Lorenzo Mattotti)

Nel complesso viaggio che ci traghetta dall’infanzia all’età adulta, l’adolescenza è il luogo transitorio delle inquietudini, delle trasformazioni, il luogo dove i sogni e i desideri, provenienti con incanto infantile dalla spensieratezza dell’infanzia, si proiettano al futuro dialogando (e sovente scontrando- si) con la realtà. Come le fiabe ci insegnano, questo è però il viaggio necessario a comprendere chi siamo anche e soprattutto attraverso il dialogo con le nostre paure più profonde. Così in Simpo- sio del Silenzio: uno racconto tra danza, clownerie e teatro, pensato e costruito come un viaggio fiabesco nel mondo oscuro dell’inconscio, le cui geografie si ispirano alle opere illustrate di Lorenzo Mattotti. Al centro della storia è l’inquietudine e la fragilità di una giovane protagonista e la sua goffa relazione interrogativa con grossi e pesanti libri a popolare la scena. Come portatori di ipotetiche risposte e strade percorribili, questi oggetti, quasi dotati di vita propria, la accompagnano in un viaggio verticale alla ricerca di sè che quasi ricorda gli scenari illogici dell’Alice di Carroll durante la celebre caduta nella tana del bianconiglio. Da questa caduta all’indietro, immagini e movimenti si susseguono, per dare vita a simboli dell’inquietudine infantile, attraverso gli scenari torbidi di una narrazione dedicata al dubbio, all`incertezza, alla precarietà dell’io.
Come in ogni fiaba di crescita, la narrazione insiste e ritorna sulle dinamiche generate dalla domanda e dal desiderio di equilibrio di fronte all`ostacolo, alla prova da superare, al luogo sicuro e all`ordine da conquistare: abbandonando la certezza presunta di un centro, il racconto si lancia nella precarietà del moto, nella ricerca di un temporaneo luogo sicuro, di un ordine plausibile, per restituirci infine l`unica certezza possibile: che nulla resta mai uguale a se stesso e che la condizione di domanda è l`unica via per la crescita, il cambiamento, la scoperta.

Il progetto coreografico è una creazione multidisciplinare a cavallo tra danza e arte circense.

ispirandosi agli universi di intensa portata emotiva dell’illustratore Lorenzo Mattotti, la narrazione, ci trasporta in mondi immaginifici, dove umore e poesia si alternano a ritmo incalzante. Immagini narrative si intrecciano per dare vita a un racconto che scava nella memoria del fiabesco, evocando simboli e immagini dell’inquietudine infantile e dove luce e buio vestono un ruolo da protagonisti.
 
PRESS


(...) ha l’aria e il profumo di una favola, e della fiaba possiede i tratti fantasiosi conditi da risvolti cupi, inquietanti e fatali. Una donna con una lunga treccia e un lungo vestito verde danza con le movenze di un automa meccanico da racconto di Hoffmann o Edgar Alla Poe. I libri si spargono nello spazio, vengono aperti e come scatole a sorpresa rilasciano immagini in movimento che si snocciolano con grazia e una certa ironia. Una danza giocosa e seria insieme, evocativa e intensa in perpetua relazione con quei grossi volumi che pesano, gravano eppure elevano e spingono.

(Enrico Pastore)


(...) Libri che costruiscono fantasie controverse come buchi luminosi nel buio, ma capaci allo stesso modo di risucchiarla. Ella li combatte facendo leva sul suo corpo generoso e atletico. Muro in verticale sulle braccia, ellisse d’aria nelle giravolte in avanti e all’indietro su un braccio, spazialità estesa e nervosa nella spaccata. Accade che una figura in apparenza placida e remissiva lasci spazio a un conscio ardore. La Maimone riproduce un universo d’immagini emotività e percezioni, calato nel teatro più puro.

(Enrico Rosolino | Verve Magazine)
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