Teatro delle Briciole
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Laboratori di pratica teatrale a cura di Elisa Cuppini e Savino Paparella
15 Dicembre - 16:30 h.
TEATRO AL PARCO
ROSSO CAPPUCCETTO
Per bambini dai quattro anni. Emanuela Dall’aglio fonde scenografia, costumi, oggetti e animazione in un unico manufatto che genera unitariamente personaggi, azioni, oggetti e colpi di scena: quasi un pop-up dalle sembianze umane, una favola vivente che si indossa come un abito e viene agito dall’interno.
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15 DICEMBRE, ORE 16.30
Teatro delle Briciole
ROSSO CAPPUCCETTO
regia Mirto Baliani, Emanuela Dall’aglio
con Emanuela Dall’aglio
e la partecipazione di Veronica Pastorino
costume e oggetti di scena Emanuela Dall’aglio
con la collaborazione di Veronica Pastorino e Paolo Romanini
musiche e suoni Mirto Baliani
ideazione luci Emiliano Curà
produzione Teatro delle Briciole
dai 4 anni

La Biblioteca di Alice è presente con una vetrina tematica di libri.

Fiaba antica di cui si sono fatte diverse versioni e altrettante letture, Cappuccetto rosso è ora riavvicinata in questo progetto con tutto il rispetto che si deve ad una favola classica, originale come gli elementi che la compongono e che vengono mostrati all’inizio dello spettacolo. Oggetti concreti generatori di storie, evocatori di un tempo e quasi magici nella loro semplicità, le fragole, il sasso, la torta sono i realissimi reperti di un’esposizione che i bambini possono osservare da vicino, alimentando la curiosità dello spettatore e disponendo gli animi alla riflessione sulla natura rituale della favola. Come la narrazione orale suggerisce, un’unica figura riunisce l’intera architettura dello spettacolo, fondendo scenografia, costumi, oggetti e animazione in un unico manufatto, che genera così unitariamente personaggi, azioni, oggetti e colpi di scena: quasi un pop-up dalle sembianze umane, una favola vivente che si indossa come un abito e viene agito dall’interno. Un dramma “portatile”, portabile. Ambiente e personaggi trovano solidità e compattezza nella particolare matrice che li origina, se il bosco, l’emblema di tutte le nostre paure e insicurezze, e la casa della nonna, atteso rifugio che nasconde il più grande dei pericoli,  sono, nella loro concretezza visiva, parte del manufatto umano, familiare e perturbante. La fiaba come nasce nella sua prima versione scritta da Perrault, dove si narra delle vicende di una bambina che si avventura nel bosco e dell’incontro con il lupo che cambierà il suo destino, nasce tutta da un unico congegno che è di volta in volta scena e sipario, paesaggio e baracca: lì si consuma la tragedia e lì la storia e il vestito si esauriscono. Il lieto fine, quello che i bambini attendono, quello che tutti vogliono, quello che i fratelli Grimm hanno aggiunto, arriva da lontano, come un cacciatore o un innamorato, come un elemento esterno casuale, dove la casualità si fa necessità rituale.




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