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Laboratori di pratica teatrale a cura di Elisa Cuppini e Savino Paparella
13 Aprile - 21:00 h.
TEATRO AL PARCO
UN ESCHIMESE IN AMAZZONIA
Un eschimese in Amazzonia trasferisce la complessità della relazione tra la persona transgender e la società in un duello ironico e serrato tra una presenza umana sovvertitrice delle regole e il coro della collettività, che pretende risposte strutturate e semplificate in una lingua ritmata e incalzante. Un confronto che si trasforma in una riflessione pungente e senza sconti sulla ricerca dell’identità, sulle differenze che permeano nella sua interezza la vita delle persone, anche nel linguaggio, e sulle contraddizioni irrisolte che ci coinvolgono tutti.
Altre Lingue:     

13 APRILE, ORE 21
Liv Ferrachiati/Campo Teatrale
UN ESCHIMESE IN AMAZZONIA  
Spettacolo vincitore ex aequo Premio Scenario 2017

ideazione, testi, regia di Liv Ferracchiati

Scrittura scenica di e con (in ordine alfabetico) Greta Cappelletti/Coro, Laura
Dondi/Coro, Liv Ferracchiati/Eschimese, Giacomo Marettelli Priorelli/Coro, Alice
Raffaelli/Coro
Costumi Laura Dondi
Luci Giacomo Marettelli Priorelli
Suono Giacomo Agnifili
Organizzatrice di Compagnia Sara Toni
Ufficio Stampa Roberta Rem, Francesca Torcolini
Progetto Compagnia The Baby Walk
Produzione Teatro Stabile dell’Umbria / Centro Teatrale MaMiMò / Campo Teatrale /
The Baby Walk
In collaborazione con residenza artistica multidisciplinare presso Caos - Centro Arti
Opificio Siri Terni

Dopo lo spettacolo la compagnia incontra il pubblico, conduce Roberta Gandolfi, docente dell’Università di Parma.


Lo spettacolo pone al centro il confronto tra la persona transgender (l’Eschimese) e la società (il Coro), fino ad arrivare al paradosso che l’Eschimese si stanca di raccontare sé stesso. La società segue le sue vie strutturate e l’eschimese si trova, letteralmente, ad improvvisare, perché la sua presenza non è prevista.
Il Coro parla all’unisono, attraverso una lingua musicale e ritmata, quasi versificata,
utilizza una gestualità scandita, dando vita ad una società ipnotica, veloce, superficiale, a
rischio di spersonalizzazione.
La struttura è quella del “link web”, l’analogia del pensiero manovra le connessioni o
forse il nonsense stesso dell’illogica internettiana.
Anche l’Eschimese è parte degli stessi stereotipi della sua contemporaneità, anzi nella
sua stand up comedy è personaggio autentico proprio perché vive e rappresenta la
propria inautenticità di abitante del Villaggio Globale.
Si sforza di avere una visione soggettiva, ma anche la sua è, a ben guardare, infarcita di
luoghi comuni e spersonalizzata.
Il comico nasce anche dal mettere in rilievo quelle dinamiche che rendono l’essere
umano marionetta, macchina, ovvero un essere sociale, un essere già giocato dalla
cultura.

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