Teatro delle Briciole
Informazioni
Teatro al Parco
Pianta
Biglietteria
Contatti
Come raggiungerci
Parco Ducale 1,
43100 Parma (IT)
AGENDA
MAY DAYS 2019
Dal 2 al 5 maggio, con un`anteprima il 17 aprile, tanti appuntamenti per la terza edizione della ...
Appuntamenti in agenda (3)
PRODUZIONI
VAI AL CATALOGO ONLINE
Découvrez tous les productions du Teatro delle Briciole...
Tutte le Produzioni
FORMAZIONE
STATI TEATRALI
Laboratori di pratica teatrale a cura di Elisa Cuppini e Savino Paparella
Dal 15 al 16 Dicembre  - 16:30 h.
IL BRUTTO ANATROCCOLO
BIGLIETTI ESAURITI.
In uno spazio speciale condiviso da attori e pubblico, con attrezzi rubati alla cultura contadina, il brutto anatroccolo sfida la forza della natura, fugge dagli incontri sbagliati e riconosce alla fine l’immagine esteriore che gli appartiene.

Altre Lingue:     


15 dicembre ore 16.30 (biglietti esauriti)
16 dicembre ore 18 (biglietti esauriti)


Teatro delle Briciole
in coproduzione con T.J.P - Centre Dramatique National di Strasburgo
IL BRUTTO ANATROCCOLO
liberamente ispirato alla favola di Andersen “Il brutto anatroccolo”
 
testo Marina Allegri
regia Maurizio Bercini
con Elena Gaffuri, Piergiorgio Gallicani, Claudio Guain
scene  Maurizio Bercini e Serena De Gier
costumi Marina Allegri e Patrizia Caggiati
musiche Alessandro Nidi

dai 3 anni 

La biblioteca di @lice sarà presente sarà presente con una vetrina tematica di libri.

In una terra di ghiaccio, una casa di legno nasconde al suo interno il cuore meccanico di un orologio a cucù che scandisce il tempo della storia con rintocchi precisi e dà vita e calore ai tre personaggi che vi abitano, un omino vecchio e magro il signor Hans e i suoi due aiutanti, il signor Tric e la signora Trac.
L’omino trascorre il tempo scrivendo le storie che sono già nella sua testa come piccoli semi e germogliano con il sole, il vento, qualche goccia di pioggia.
Il racconto si sviluppa in uno spazio dai colori e dall’atmosfera avvolgente di un acquarello di Carl Larsson, dove tutto è a vista, per terra e per aria.
Per terra un tappeto annodato con i luoghi della storia; in cielo attrezzi rubati alla cultura contadina e la fioca illuminazione di lampadari a goccia.
Il brutto anatroccolo resiste, sfida la forza della natura, fugge dagli incontri sbagliati, pensando, mentre il ghiaccio del laghetto gli gela il corpo, che dopo l’inverno viene la primavera.
E alla fine vede ricompensata la sua caparbietà quando specchiandosi riconosce finalmente l’immagine esteriore che gli appartiene.

Lo spazio provoca un taglio vivo nel sentire.
E’ forte l’indecisione tra lo stagnare in un nido caldo, sicuro, senza spigoli, e la volontà di cominciare a camminare lungo il tappeto in movimento, che della vita rappresenta il momento difficile della crescita.
In realtà, la scansione meccanica di tempo, movimento e parole strappa alla storia il tempo stesso, che sembra non passare mai, così ovattato in un continuo presente, senza un prima e un dopo.

“E’ in questo sogno che ci accompagna fino alla fine, di essere accettati per quello che veramente siamo e non per quello che dovremmo essere, che troviamo molte affinità con il sentimento bambino, non “da bambini”, che ci spinge a diventare grandi rimanendo fedeli a una nostra idea di indisciplina.”

Marina Allegri e Maurizio Bercini