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Largo Otto Marzo, 9/a
43100 Parma (IT)
26 Giugno - 21:30 h.
CORNICHE KENNEDY
Una sola proiezione per il film tratto dal romanzo della de Kerangal
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10 anni fa Maylis de Kerangal apriva il suo romanzo “Corniche Kennedy” con questa pagina straordinaria. 10 anni dopo viene pubblicato anche in Italia, grazie al successo di “Riparare i viventi”, nella magnifica traduzione di Maria Baiocchi. nello stesso periodo, un colpo di fortuna, arriva sia in Francia che in Italia il film sceneggiato dalla stessa de Kerangal e tratto da quel lungo racconto ambiento tra gli adolescenti sugli scogli di Marsiglia. ma ecco la pagina ed ecco la proiezione: martedì 26/6 alle 21.30, insieme agli amici di Officina Arti Audiovisive e Festival della Complessità. la pagina:

“Si danno appuntamento in fondo alla curva, dopo Malmousque, dove la corniche ricompare sopra il litorale, via rapida incisa fra terra e mare, limitare d’asfalto. Lunga e stretta, segue la costa e al tempo stesso cinge la città, ne contiene gli eccessi, congestionata nelle ore di punta, scorrevole di notte ��" e allora luminosa, il suo tracciato fluorescente serpeggia nelle ottiche dei satelliti in orbita nella stratosfera. Soglia magnetica al margine del continente, zona di contatto e non frontiera, perché la sappiamo porosa, trafitta da passaggi e da scale che salgono verso i quartieri vecchi o scendono giù lungo gli scogli. A guardarla si pensa a un fronte dispiegato che la vita attacca da tutti i lati, una linea di fuga planetaria, senza fine: lì sei sempre in mezzo a qualche cosa, proprio dentro. È lì che succede, è lì che siamo.

Usano come punto di riferimento un cartellone pubblicitario: dietro il palo, il parapetto rivela un’apertura su un tratto di terra sabbiosa disseminata di cardi e vespe e di grandi cespugli infiammabili, anche loro piegati a formare passaggi verso gli scogli.

Arrivano quando la primavera è matura, tesa, si sa, giugno dunque, giugno aspro e arioso, non ancora vacanza ma la scuola che comincia a cancellarsi, gradualmente sovraesposta alla luce, e il pomeriggio dura, dura, mangia la sera, si lancia dritto nel cuore della notte nera. Vengono tutti i giorni. I primi compaiono nelle ore vuote del pomeriggio, poi arriva il grosso della truppa, dopo la fine delle lezioni. Arrivano a tre quattro per volta, a piccoli gruppi, presto sono una ventina e all’improvviso fanno branco, occupano un perimetro, qualche scoglio, un pezzo di riva e prendono posto fra le altre bande sparse qua e là per tutta la corniche.

I più hanno preso l’autobus, l’83 o il 19, quelli che vengono da nord la metro e altri, più rari, scendono a precipizio con lo scooter o un altro aggeggio infernale di cui avranno aumentato la potenza con un tubo di scappamento esagerato ��" li si sente arrivare da lontano, lanciati sui loro bolidi, rallentano in curva per accelerare alla fine, a tutta birra per cinquanta metri, per inchiodare all’altezza del cartellone, e lì derapage controllato, gomme che stridono, hop sul marciapiedi, vrum vrum, ripresa del motore due o tre volte con un colpo di polso virile e spengono tutto ��" gli stronzetti”.