Teatro delle Briciole
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Laboratori di pratica teatrale a cura di Elisa Cuppini e Savino Paparella
Dal 26 al 29 Giugno  - 17:00 h.
TEATRO AL PARCO
HAU, LASCIAMOCI QUI
Trecentocinquanta bambini della Scuola per l’Europa in scena il 26, 27 e 29 giugno, un progetto del Teatro delle Briciole nato da un’intervista in cui l’infanzia scatta un autoritratto e lo consegna come dono agli adulti

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Parma, 22 giugno 2018 - Un racconto di sé fatto dai bambini in prima persona, che attraverso il teatro lasciano agli adulti una testimonianza di gesti, voci, oggetti e idee, affidando loro il compito di farne tesoro. Trecentocinquanta alunni della Scuola per l’Europa con un’età che va dai quattro agli undici anni, grazie a un progetto realizzato dal Teatro delle Briciole che si concluderà il 26, 27 e il 29 giugno alle 17 al Teatro al Parco con «Hau, lasciamoci qui», esito rispettivamente in francese, italiano e inglese, scattano un’istantanea dell’infanzia di oggi che fonde gli strumenti del teatro e quelli dell’intervista, mescolando giocosamente il linguaggio poetico e l’approccio scientifico del sondaggio. A curare il progetto Beatrice Baruffini, Yele Canali, Jessica Graiani, Riccardo Reina, Agnese Scotti, con la collaborazione del corpo docente della Scuola per l’Europa. La parola Hau in lingua maori significa “lo spirito della cosa donata”, e il tema del dono è stato lo spunto di partenza del progetto,  inteso non solo come oggetto, ma nella sua ritualità, nei legami che si creano attraverso l’azione del donare. Ecco allora l’idea di dare vita, attraverso l’azione teatrale, a un grande rito collettivo in cui l’infanzia si racconta, donandosi a un pubblico, a una comunità. Lo stimolo dato ai partecipanti è stato: “se i bambini in un futuro immaginario non ci fossero più, come vi descrivereste per permettere agli adulti di ricostruirvi?”.  Ne è nata un’opera di documentazione creativa ad uso dei posteri che ha seguito un ordine preciso. «Con i più piccoli - spiega Baruffini - abbiamo indagato le espressioni facciali, i gesti, i movimenti. Con le classi seconde e terze sono stati raccolti gli oggetti dell’infanzia. Con le quarte è stata documentata la voce dell’infanzia, attraverso la creazione di un coro di suoni, versi, parole, grida. Infine i più grandi hanno lavorato sulle idee, dando vita a una performance che attinge alle loro improvvisazioni, ma anche ai dati raccolti da un’intervista personale fatta a quasi trecento bambini della scuola». Un’untervista corposa e piena di informazioni interessanti che i bambini danno su loro stessi, dalla quale sono emerse ad esempio le loro paure (il buio è al primo posto in classifica, ma scopriamo che anche “andare a Milano” fa paura), i desideri, le esperienze. Il titolo dell’esito finale, “Hau, lasciamoci qui”, si riferisce dunque all’idea di donare l’infanzia a qualcuno perché ne faccia tesoro. «Lasciamoci qui -  conclude Baruffini - intende dire che il teatro è l’habitat ideale perché si compia questo regalo. Un dono fuggevole, dunque ancor più prezioso, che attribuisce agli spettatori, “adulti della specie”, un compito di fondamentale importanza: accettare il dono significa cercare di preservare i cuccioli di uomo nel miglior modo possibile». 
Ingresso gratuito, informazioni 0521992044, www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole.

Nella foto Beatrice Baruffini, Yele Canali, Jessica Graiani e Agnese Scotti, che con Riccardo Reina hanno curato il progetto del Teatro delle Briciole per la Scuola per l`Europa.