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21 Marzo - 21:00 h.
IL PRIGIONIERO COREANO
Anteprima nazionale del nuovo affascinante film di Kim Ki-duk
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Atra anteprima con un film secondo noi pazzesco: IL PRIGIONIERO COREANO di Kim Ki-duk, proiettato un mese prima dell`uscita italiana. nel frattempo Kim ha già diretto un nuovo lavoro: stupri, cannibalismi e lotta di classe su una nave volante... che ha stordito la Berlinale. Il prigioniero coreano è invece un lavoro molto più classico, che ci ha colpito come una delle sue produzione più sincere: un pescatore della Corea del Nord valica involontariamente il confine trascinato sulla barca di cui perde i remi. ne nasce una metafora potentissima su Nord e Sud, sospetti, scoperte e trasformazioni. serata da non perdere 

«Fai attenzione: oggi la corrente va verso Sud», lo avvisa una sentinella, ma a fare attenzione, a farne sempre molta, il pescatore Nam Chul-woo ci è abituato. Del resto, non puoi permetterti distrazioni quando abiti in un villaggio della Corea del Nord e ti muovi ogni giorno sulla linea di confine. Confine d’acqua, nel caso di Nam, ed è proprio l`acqua a tradirlo: una delle reti, infatti, si aggroviglia attorno all’elica della sua piccola barca, il motore si blocca e la corrente che «va verso Sud» trascina lentamente (inesorabilmente) il povero Nam in zona nemica... Si apre così Il prigioniero coreano, attesissimo ritorno di Kim Ki-duk alla narrazione politica. Un dramma che sviluppa e moltiplica il tema del doppio, così com`è doppia la Corea, raccontando intensamente una grande storia collettiva attraverso la storia (l`innocenza) di un singolo individuo. Riuscirà Nam, dopo pressanti interrogatori, a convincere le forze di sicurezza sudcoreane di non essere una spia? Ma soprattutto: riuscirà Nam, dopo il proprio faticoso rilascio, a convincere il potere nordcoreano della propria integrità?E` rimasto ancora quello che era, cioè un bravo cittadino devoto, o l`infezione del capitalismo («Più forte è la luce, più grande è l`ombra») lo ha contaminato per sempre? Lontanissimo dalle tinte forti dell`Isola o di Moebius, Kim Ki-duk parla del presente, parla di una nazione divisa e in perenne stato di guerra, utilizzando ��" ovviamente a modo suo ��" la grammatica del thriller.