Teatro delle Briciole
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Laboratori di pratica teatrale a cura di Elisa Cuppini e Savino Paparella
5 Ottobre - 21:15 h.
CINEMA EDISON
UN POETA E IL CINEMA
Un incontro su Attilio Bertolucci critico di cinema e spettatore, seguito dalla proiezione di un capolavoro da lui molto amato, "Aurora" di Murnau. Partecipano il figlio Giuseppe Bertolucci, Gabriella Palli Baroni, Paolo Lagazzi, Filiberto Molossi
Altre Lingue:     
Ore 21.15, ingresso libero

Programma

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
Riflessi da un paradiso, Scritti sul cinema
di Attilio Bertolucci
a cura di Gabriella Palli Baroni
Editore Moretti & Vitali

Intervengono
Giuseppe Bertolucci, Gabriella Palli Baroni, Paolo Lagazzi, Filiberto Molossi

FILM
Aurora
di Friedrich Wilhelm Murnau


Per Attilio Bertolucci la scoperta, tra il 1925 e il 1928, del cinema in alcune delle sue opere e dei suoi autori supremi (Chaplin, Dreyer, Stroheim, Hawks, Murnau), fu una specie di folgorazione amorosa, di illuminazione erotica e mistica. Allora il cinema era muto, e la pura forza delle immagini in movimento aveva in sé qualcosa delle rivelazioni assolute, tali da cambiare radicalmente il modo di vedere il mondo. A quell`incontro Bertolucci sarebbe rimasto sempre fedele. Nella sua poesia il "racconto" della vita attraverso lo scorrere di volti e luoghi nel flusso del tempo, e l`improvviso apparire di figure epifaniche, ha spesso un chiaro imprinting cinematografico, mentre nella sua opera critica spiccano gli innumerevoli articoli dedicati a quei film di cui, per anni e anni, egli si sarebbe nutrito come di un indispensabile pane e vino quotidiano.

Nel libro "Riflessi da un paradiso", frutto del lungo lavoro di ricerca di Gabriella Palli Baroni, si documenta per la prima volta l`attività che Attilio Bertolucci esercitò, quasi quotidianamente, come critico cinematografico sulla Gazzetta di Parma (dal 1945 al 1951) e sul periodico Giovedì (dal 1952 al 1953). Grande poeta, critico d`arte e di letteratura, Attilio Bertolucci tratteggia in Riflessi da un paradiso lo scenario della cinematografia internazionale apparsa sugli schermi italiani subito dopo il secondo conflitto mondiale; una scrittura moderna, attenta alla produzione e al pubblico, alle componenti tecniche ma anche ai valori civili e artistici. Una grande lezione di critica militante e di scrittura con molte aperture sull`attualità.

A 16 anni Bertolucci vide Aurora di Murnau e ne fu profondamente colpito. E` noto il divertente leggendario episodio, da lui più volte narrato, del mancato arrivo di Aurora nella sala deliziosamente liberty del cinema Edison di Parma e del rialzo di temperatura fino a 38 gradi che colpì il delusissimo spettatore mancato, che solo l`indomani poté assistere alla proiezione.
Non invano, perché allora avvenne l`incontro con la "luce-tempo" di Murnau, quella "luce-tempo" che, incrociata con il tempo allo "stato puro" della Recherche, letta avidamente dai quindici anni, con le epifanie di Joyce e la durée di Virginia Woolf e, più innanzi, con la luce di Monet, entrò nella sua arte, allora appena agli inizi, portandovi il sentimento del passaggio, il mutarsi metereologico delle atmosfere, l`emozione del racconto e delle evocazioni, il respiro poetico delle immagini, il chiaroscuro potente e la visione della camera che inquadra.