Teatro delle Briciole
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TEATRO, LE PRODUZIONI 2021/2022
Sono otto le nuove creazioni in catalogo, tra produzioni e coproduzioni, firmate da Maurizio Berc...
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RASSEGNE E FESTIVAL
Dal 1 Ottobre al 19 Dicembre
STAGIONE OTTOBRE - DICEMBRE 2021
Teatro di figura, circo, prosa, danza. La nuova stagione del Teatro delle Briciole unisce con n...
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14 Febbraio - 21:00 h.
RIPARARE I VIVENTI
Martedì 14 febbraio ultima proiezione per l`adattamento del romanzo della de Kerangal
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vi chiederete, perché guardare RIPARARE I VIVENTI? perché il libro da cui è tratto - capolavoro - inizia con questo capitolo

Il cuore di Simon Limbres. Cosa sia questo cuore umano, dall’istante in cui ha cominciato a battere più forte, alla nascita, quando altri cuori là intorno acceleravano a loro volta salutando l’evento, che cosa sia questo cuore, cosa l’abbia fatto balzare, vomitare, crescere, danzare in un valzer leggero come una piuma, o pesare come un macigno, cosa l’abbia stordito, cosa l’abbia fatto struggere - l’amore; che cosa sia il cuore di Simon Limbres, che cosa abbia filtrato, registrato, archiviato, scatola nera di un corpo di vent’anni, nessuno lo sa davvero, soltanto un’immagine in movimento creata da ultrasuoni potrebbe restituirne l’eco, mostrare la gioia che dilata e la tristezza che contrae, solo il tracciato cartaceo di un elettrocardiogramma srotolato dal principio potrebbe segnarne la forma, descriverne la fatica e lo sforzo, l’emozione che pressa, l’energia prodigata per comprimersi quasi centomila volte al giorno e per far circolare fino a cinque litri di sangue al minuto, sì, solo quella linea potrebbe raccontarlo, delinearle la vita, vita di flussi e riflussi, vita di valvole che si aprono e che si chiudono, vita di pulsazioni, nel momento in cui il cuore di Simon Limbres, quel cuore umano, proprio quello, sfugge alle macchine, nessuno potrebbe sostenere di conoscerlo, e quella notte - notte senza stelle, un freddo da spaccare le pietre sull’estuario e nel Pays de Caux, mentre un’onda lunga senza riflessi rotolava sulle falesie e la piattaforma continentale indietreggiava svelando striature geologiche - quel cuore rimandava il ritmo regolare di un organo che si riposa, di un muscolo che lentamente si ricarica - polso probabilmente inferiore ai cinquanta battiti al minuto - quando l’allarme di un cellulare è scattato ai piedi di un letto stretto, sul touch screen l’eco di un sonar inscriveva a led luminosi le cifre 05:50, e in quell’istante tutto è precipitato

le proiezioni:

venerdì 3 ore 18.30 (italiano)
sabato 4 ore 18.30 e 21.00 (italiano)
domenica 5 ore 16.00 (italiano) 18.30 (italiano) 21.00 (v.o. con sott.)
martedì 7 ore 21.00 (v.o. con sott.)
mercoledì 8 ore 21.00 (v.o. con sott.)
martedì 14 ore 21.00 (v.o. con sott.)