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Largo Otto Marzo, 9/a
43100 Parma (IT)
Dal 5 al 9 Novembre
LA PELLE DELL`ORSO
Marco Paolini riscrive il romanzo di Righetto e interpreta un anomalo western di montagna
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Ci piace ogni tanto - sì, anche in un periodo importante per le sale come il mese di novembre - cercare qualche film in controtendenza. Nelle prossime settimana avremo proiezioni importanti di titoli come Sing Street, Il cittadino illustre, Capitan Fantastic, Il cliente e solo per scaramanzia non faccio il nome di Dolan. è quando sei “ricco” che capisci l`importanza di aprire una finestra sulla piccola storia poco conosciuta ma non di minor valore, in questo caso addirittura italiana, cosa che ci fa certamente piacere. Poi è un film di montagna, genere a cui siamo molto legati

sì, c`è piaciuto LA PELLE DELL`ORSO di Marco Segato, così come c`era piaciuto il romanzo omonimo di Matteo Righetto, per quel senso di fusione tra uomo e natura così difficile da rendere con questa autenticità e assenza di retorica. lo proietteremo quindi sabato 5/11 alle 19.30, domenica alle 18.30-21.00 e mercoledì alle 21.15.

due parole di trama. Ambientato negli anni Cinquanta, il racconto segue la storia di Domenico e di suo padre Pietro che, per sbarcare il lunario, accetta una pericolosa scommessa con il suo datore di lavoro: uccidere l`orso che minaccia il piccolo paese nelle Dolomiti dove abitano. I due partono, e un chilometro dopo l`altro la distanza che li separa, a livello umano più che geografico, si fa sempre più sottile.

Marco Paolini interpreta un personaggio burbero, emarginato. La macchina da presa di Marco Segato lo segue con rigore, come in un western che esalta l`ambientazione delle Dolomiti. Il regista ne parla così: “Il film racconta la grandezza del piccolo uomo mentre affronta la grande bestia, il superamento di quella linea d’ombra che segna l’uscita dell’uomo dall’età dell’innocenza per entrare in quella delle grandi sfide contro i mostri della natura e dello spirito. Oltrepassi la linea e non sei più lo stesso. E così sarà per Domenico. Le prove della vita non si superano senza coraggio, il coraggio per combattere non solo l’orso ma anche il dolore per una perdita e la paura del futuro”