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2 Luglio - 21:30 h.
ARENA CINEMA EDISON
LAICITE` INCH`ALLAH
Arena Edison, in prima visione a Parma il film che racconta la rivoluzione dei gelsomini in Tunisia vista con occhi laici, organizza la proiezione l’Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti
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Arena estiva Cinema Edison d`essai

2 luglio, ore 21.30

INCH`ALLAH

un film di Nadia Al Fani

Arriva all’Arena estiva del Cinema Edison d’essai «Laïcitè Inch’Allah», il film della regista tunisina Nadia al Fani girato immediatamente prima e dopo la cosiddetta “primavera araba”, che racconta gli sforzi di quella parte della Tunisia che si batte per la laicità dello Stato (ore 21.30, ingresso gratuito, tel 0521 964803, www.solaresdellearti.it). Per il suo impegno la regista è stata minacciata di morte dagli islamisti (tra l’altro la pellicola doveva  inizialmente chiamarsi Ni Allah, ni maître ��" Né Dio, né padrone), e per questo motivo le è stato assegnato il Prix de la Laïcité 2011. Grazie all’Uaar, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è ora possibile vedere il film, mai entrato nella comune distribuzione, anche a Parma. L’Uaar ha contribuito con una piccola quota alla realizzazione del film, lo ha ora sottotitolato in italiano e ne ha acquisito i diritti per la proiezione pubblica.  La menzione del Prix International de Laicité afferma che “il film, realizzato prima e durante la rivoluzione dei gelsomini, è testimone di un impegno a favore di una Tunisia democratica e laica”; con questo premio si vuole “inviare un messaggio di solidarietà al popolo tunisino” e “a tutti i popoli arabi che aspirano alla democrazia, alla libertà di coscienza, all’uguaglianza dei diritti in particolare tra uomini e donne, alla giustizia sociale e alla laicità”. La Tunisia è stata sempre considerata come il paese arabo più “laico” del Magreb. Oggi però, dopo la rivoluzione e la caduta di Ben Ali, lo scenario sembra totalmente diverso e chi ostenta libertà di coscienza e dichiara apertamente d’essere ateo mette in serio pericolo la propria vita.

Un centinaio di islamisti ha tentato di bloccarne la prima proiezione a Tunisi. Scandendo slogan come ‘La Tunisia è uno Stato islamico’ e ‘Allah Akbar’ (Dio è il più grande), i manifestanti hanno spaccato i vetri del Cinema Africa, nel centro di Tunisi, e otto di loro hanno fatto anche irruzione nello stesso cinema, aggredendo gli spettatori e il direttore della sala, Habib Belhedi.