Teatro delle Briciole
Informazioni
Teatro al Parco
Pianta
Biglietteria
Contatti
Come raggiungerci
Parco Ducale 1,
43100 Parma (IT)
AGENDA
1 Ottobre
TRADIMENTI
Una delle opere chiave di Harold Pinter. I tradimenti che avvengono in scena ci spingono a pensar...
Appuntamenti in agenda (6)
RASSEGNE E FESTIVAL
Dal 1 Ottobre al 19 Dicembre
STAGIONE OTTOBRE - DICEMBRE 2021
Teatro di figura, circo, prosa, danza. La nuova stagione del Teatro delle Briciole unisce con n...
Tutte le rassegne e festival (1)
Dal 30 Aprile al 29 Giugno
LONDRA, ESTORICK COLLECTION OF MODERN ITALIAN ART
THE YEARS OF LA DOLCE VITA
Una mostra fotografica prodotta da Solares all`Estorick Collection di Londra racconta la nascita del culto della celebrità negli anni trionfali del cinema italiano
Altre Lingue:     
Richard Burton and Elizabeth Taylor kissing in Ischia, fotografia di Marcello Geppetti, giugno 1962, MGMC & Solares Fondazione delle Arti

Parma, 29 aprile 2014 - Si intitola "The Years of  La dolce vita" la mostra fotografica prodotta da Solares Fondazione delle Arti che si inaugura il 30 aprile all` Estorick Collection of modern italian art di Londra e racconta uno dei periodi più prolifici del cinema italiano e la concomitante esplosione del culto della celebrità.  Ottanta fotografie in esposizione fino al 29 Giugno catturano momenti della Dolce Vita assaporata dalle stelle del cinema italiano e di quello hollywoodian nella Roma degli anni Sessanta. "The Years of La dolce vita" è curata da Massimiliano Di Liberto e Roberta Cremoncini, direttrice dell`Estorick Collection.

Gli anni Cinquanta e Sessanta hanno rappresentato l’epoca d’oro per il cinema italiano durante i quali registi come Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini girarono alcuni dei loro più famosi film, tra cui l’intramontabile “La Dolce Vita” nel 1960.  Stelle del cinema hollywoodiano tra cui, John Wayne, Charlton Heston, Lauren Bacall e Liz Taylor, solo per citarne alcune, frequentarono la capitale, mentre numerosi registi americani vennero attirati dalla competitività economica degli studi di Cinecittà dove capolavori epici come Ben-Hur (1959) e Cleopatra (1963) vennero girati. La sera però l’attenzione della cultura cinematografica romana, così come gli obiettivi dei paparazzi, si spostavano sui bar ed i ristoranti dell’esclusiva Via Veneto e verso i ritrovi glamour preferiti dalle celebrità quali Alain Delon, Kirk Douglas e Audrey Hepburn, trasformando le strade di Roma in un immenso set cinematografico all’aria aperta.

Alle immagini mondane della Dolce Vita, scattate da uno dei suoi cronisti di maggior talento, Marcello Geppetti, la mostra affianca degli scatti “dietro le quinte” del set del film omonimo, del cameraman Arturo Zavattini.  Queste fotografie evocano in maniera particolarmente efficace un periodo straordinario per stile, creatività e decadenza esaltando l’ossessione dei media verso il culto della celebrità, la natura invasiva delle immagini e il “piacere proibito” che ne deriva. 

Il neologismo paparazzo è infatti tratto dal film La Dolce Vita di Fellini, essendo il cognome del personaggio ispirato ad alcuni fotogiornalisti di cronaca della Roma degli anni Sessanta, tra cui Rino Barillari e Felice Quinto.  Anche la figura di Marcello Geppetti (1933-1998) servì da modello e dal suo lavoro, un sbalorditivo archivio di oltre un milione d’immagini, la mostra ha attinto la maggior parte delle foto.  All’inizio della sua carriera, Geppetti inviò i suoi lavori alle agenzie di stampa, acquisendo fama sia per la qualità tecnica delle sue foto, sia per il suo talento nell’immortalare momenti drammatici e sensazionali. Lavorò per l’agenzia Meldolesi-Canestrelli-Bozzer, una delle agenzie più importanti nel suo campo, prima di intraprendere l’attività come freelance. 

Per ironia della sorte, Geppetti esordì scattando immagini strazianti dell’incendio all’Hotel Ambasciatori di Via Veneto, la stessa strada che più tardi gli avrebbe fornito quelle immagini di differente natura viaggiando a bordo del suo scooter alla ricerca delle celebrità da immortalare.

Le fotografie di Geppetti riprendono le più grandi star del periodo da Brigitte Bardot a Clint Eastwood, da Sophia Loren a Rock Hudson.  Molti i momenti catturati dove, come è stato detto, “l’ordinario coesiste con lo straordinario”, come nel suo scatto in cui Liz Taylor passeggia attraverso le stradine di Cinecittà, vestita da Cleopatra con un suo amico, o in quella in cui l’attore Mickey Hargitay passeggia per Via Veneto a cavallo.  Senza dubbio uno delle sue più famose foto è quello in cui immortala il bacio tra Richard Burton e Liz Taylor, durante una loro vacanza ad Ischia. Questa fotografia è stata di recente inserita nella lista delle trenta immagini più famose della storia, accanto alle opere di Andy Warhol e Cecil Beaton.  Il suo lavoro è stato visto come superamento del carattere negativo, nella opinione pubblica, di questo modo di fare fotografia.  Geppetti è stato descritto come “il fotografo più sottovalutato della storia” da American Photo e le sue fotografie sono state comparate a quelle di Cartier-Bresson e Weegee.

Come è chiaro da alcune delle immagini in mostra, i divi dello spettacolo consideravano il comportamento dei paparazzi invadente allora come oggi.  Una fotografia immortala l’attore Franco Nero dell’atto di aggredire un collega di Geppetti, il paparazzo Rino Barillari, alla fontana di Trevi.  Un’altra serie di immagini invece mostra l’attrice Anita Ekberg scalza, mentre affronta un paparazzo con arco e freccia, prima di attaccarlo a pugni.

Di diverso genere è la serie più intima d’immagini di Arturo Zavattini (1930) che lavorò come cameraman e direttore della fotografia per vari registi, tra i quali Vittorio De Sica e Paolo Nuzzi. Oggigiorno Zavattini cura l’archivio dedicato all’opera di suo padre Cesare (1902-1989), celebre sceneggiatore e pioniere del Neo-Realismo.  Ottenute con pieno consenso del regista, queste eccezionali fotografie mostrano un’atmosfera di rilassata creatività e di condivisa visione artistica tra il cast e la troupe di questo film epocale di Federico Fellini.  Per ironia della sorte questo capolavoro cinematografico affronta, in parte, il concetto di celebrità.

Questa mostra rivela la vita pubblica, professionale e privata di alcuni degli attori più celebri dell’industria cinematografica.  Gli Anni della Dolce Vita non solo fornisce una candida e suggestiva istantanea di un’epoca famosa per la sua straordinaria vitalità ma anche presenta, una selezione d’immagini che, nel bene e nel male, hanno contribuito a cambiare per sempre il volto del fotogiornalismo.